sabato 10 novembre 2018

I - Via Indipendenza

"Dal 1860 si pensò a una grande strada per unire la Stazione con il centro. Fu la via dei cinema e dei teatri, dei negozi eleganti ma anche della Cattedrale, del Monte di pietà, del "Diana" e della "Coroncina".
All'indomani dell'adesione di Bologna alla monarchia sabauda, proprio per segnare una censura con il precedente governo pontificio, furono avviati molti progetti urbanistici: come scrisse Bottrigari "l'antica e poco bella" Bologna desiderava "allargamenti di strade" e "altre riforme edilizie".
Le prime realizzazioni furono via Saragozza, via Farini, piazza Cavour, l'edificio della Cassa di Risparmio, la Stazione Ferroviaria. Già nel 1860 si discusse di una grande strada che unisse la Stazione con il centro. Ma la via Massima (dal 1874, via dell'indipendenza) fu il progetto più importante, che iniziò con la sistemazione del Canton de' Fiori, il primo tratto della futura via Indipendenza. Avrebbe dovuto essere Coriolano Monti a realizzare il progetto del grande via, ma Monti lasciò Bologna e tutto si fermò per ripartire nel 1874.
I problemi che furono affrontati non erano solo le 188 perizie per espropri, ma anche difficoltà oggettive come la sistemazione della chiesa di San Benedetto.
Sta di fatto che - come accade anche oggi - via Indipendenza fu inaugurata più volte, fino alla conclusione avvenuta nel 1896 con la sistemazione del tratto attiguo alla scalea  della Montagnola.
L'assetto deciso fu quello di un rettilineo con nuovi immobili di prestigio, con alti portici, negozi eleganti e luoghi di spettacolo. Oltre alla già esistente Arena del Sole (1810), aprì l'Eden Kursaal (1899), un elegante cafè chantant, il tempio del varietà che chiuse nel 1923. Poi aprirono il teatro Verdi (1908 poi cinema Capitol) e il teatro Apollo (1913, poi cinema Metropolitan). Intanto si stava affermando il cinematografo e via Indipendenza nei primi decenni del Novecento divenne la via del cinema, del famoso ristorante Diana (1920), delle banche, degli alberghi (Hotel Baglioni, poi  Majestic), degli uffici e degli studi professionali.
Aprirono il Cinematografo della Borsa (190, angolo via Volturno). , il Centrale (1908 poi Imperiale), il Fulgor (1913, via Montegrappa), il Cinema Teatro Manzoni (1933). Non  mancarono eleganti caffè come la palazzina Majani (1908)., in stile liberty, o caffè più popolari come il dirimpettaio Caffè San Pietro e il Caffè del Canto dei Fiori, il più antico quando si chiamava Caffè degli Stelloni.
Senza dimenticare il negozio Bertagni famoso per i suoi tortellini (al civico 22).
L'ottocentesca via indipendenza non ha solo moderni palazzi, ma anche antiche e significative presenze, come la torre degli Scappi che ospita "La Coroncina" e il palazzo del Monte di Pietà.

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