mercoledì 11 luglio 2018

Personaggi nei modi di dire

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Parlando con mia mamma di sartoria, per una gonna di mia figlia, mi sono accorta che utilizziamo dei paragoni a dei personaggi che ormai risultano sconosciuti. Infatti, mia figlia, mi ha chiesto chi sono? ho pensato così di riproporli, in modo che non vadano totalmente dimenticati.

Sor Pampurio

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Trattasi di un personaggio dei fumetti ideato nel 1925 da Carlo Bisi e pubblicato per la prima volta sul n. 17 del Corriere dei Piccoli dell'aprile 1929. Il disegnatore continuò ininterrottamente a illustrare le sue storie sino al numero 45 del 1944, per riprenderla poi saltuariamente nel dopoguerra sempre per il Corrierino sino al numero 4 del 1978.
Le sue storie - il testo appariva al fondo delle tavole ed era espresso in rima baciata, non essendo ancora state adottate all'epoca le nuvolette - iniziavano con la cantilena che recitava:
« Sor Pampurio arcicontento del suo nuovo appartamento »
in ragione del fatto che il protagonista, per un motivo o per l'altro, cambiava di continuo abitazione.
Con questo fumetto, Bisi lasciò lo stile dell'Art Nouveau per adottare quello dell'Art Déco, che si fa più evidente ancora nel tratto molto geometrico delle ambientazioni domestiche.
Figurina stralunata, carattere maschilista ante litteram, era raffigurato con un volto ovale incorniciato da pizzetto, praticamente calvo ma con due grosse matasse di capelli arricciati sopra le orecchie. L'abbigliamento era costituito da una vistosa cravatta a farfalla e da una palandrana che indossava sopra larghi calzoni. Ai piedi calzava scarpe con la punta all'insù. In testa portava una sorta di tuba.
Nonostante l'abbigliamento clownesco, il personaggio impersonava il classico cittadino borghese appartenente al ceto medio alle prese con i problemi quotidiani e con le grane che gli venivano dalla famiglia (segnatamente la moglie Pampuria e il figlioletto anch'egli calvo ma con un buffo ricciolino al centro della testa; ma anche dalla domestica, appellata senza mezzi termini servetta, e verso cui si appuntavano spesso i suoi strali).
Il Sor Pampurio - sulla carta arcicontento - a dispetto dello stereotipo che impersonava rappresentava in realtà un individuo piuttosto irascibile e scostante oltre che suscettibile (tanto che poteva diventare in breve arci-scontento): soffriva sostanzialmente delle alienazioni che sarebbero diventate poi, molti decenni dopo, una costante della civiltà post-industriale: l'avversione per il rumore e la confusione, per l'inquinamento, per i disagi e gli stress della vita moderna. Non potevano non essere toccati dei tòpos della convivenza domestica come il sopraggiungere della suocera, il pianto d'un infante, il rumore provocato da vicini di casa chiassosi.
In ragione di queste attitudini, il Sor Pampurio – sempre stritolato fra tragicomiche avventure domestiche e puerili accadimenti quotidiani – era spesso costretto a cambiare appartamento (tanto che il nome è diventato sinonimo di qualcuno costretto continuamente a spostarsi di residenza).

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Bagonghi o nano Bagonghi è un desueto pseudonimo usato per definire i nani che lavorano nei circhi, nelle fiere e nei baracconi.
L'origine del nome è incerta, ma alcuni ritengono che derivi da "Ba Kango", nome di una tribù pigmea dell'Africa occidentale. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento risulterebbero aver lavorato nani con questo pseudonimo nei circhi Guillaume, Gatti & Manetti e Barnum. Si ritiene che il primo Bagonghi sia stato Andrea Bernabè, nato a Faenza il 27 gennaio 1850 e morto attorno al 1920, che iniziò la sua carriera nel Circo Zavatta. 
Uno dei più noti Bagonghi fu poi l'artista circense Franco Medori, appartenente al circo Togni.
Nel linguaggio colloquiale "bagonghi" può essere usato come epiteto scherzoso (quantomeno nelle intenzioni di chi lo pronuncia) nei confronti di una persona di statura bassa che tende a rendersi ridicola giganteggiando su meriti che non ha o affrontando argomenti sui quali millanta una finta preparazione suscitando ilarità ai propri interlocutori. 
Nella cultura dialettale milanese di un tempo, l'espressione "Bagonghi e sensa murusa" indicava invece propriamente una persona che, a causa della propria bassa statura, fosse rimasta senza fidanzata (e, come insulto, pare sia sopravvissuto a Milano fino agli anni 1980)[senza fonte]. Nella cultura dialettale livornese e veneziana ed in alcune zone dell'Emilia Romagna invece l'espressione "Pari Bagonghi" si riferisce a colui che indossa abiti troppo larghi o con maniche eccessivamente lunghe che lo rendono goffo, proprio con riferimento ai costumi di scena circensi. Nella cultura sarda la parola Bagonghi è utilizzata come appellativo per le persone con la testa grande e/o grossa.

RICHETTO

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Nella Sala Cicogna del Salone del bambino di Milano si apre la seconda edizione dello Zecchino d’Oro dopo lo strepitoso successo dell’anno scorso. Oggi sono presentate sei canzoni, altre sei domani. Appare per la prima volta Richetto, interpretato da Peppino Mazzullo. Richetto vuole cantare come gli altri bambini ma non gli viene permesso perché è troppo somaro a scuola. «Pignolo d’un pignolo!» è il suo tormentone che rivolge a Mago Zurlì. Nel 1966 a Richetto verrà dedicato un fumetto.

giovedì 7 giugno 2018

Bocconotti


Si parla di poesia. La cura con cui vanno fatti, il tempo che gli va dedicato, la frolla che lo compone...il bocconotto, tipico dolce abruzzese.
Decisi di fare questo dolce per fare una sorpresa di compleanno al ragazzo di mia figlia, di origine abruzzese, ma non avevo idea di come fare, ma avevo un asso nella manica: la mia amica Talone! una garanzia.
E' bastato un messaggio su facebook e il dolce ha iniziato a prendere forma e anima. Mi ha spiegato tutti i segreti di famiglia e sono riuscito a riprodurre.
Non so se è buono tanto quanto il suo, ma è stato apprezzato tantissimo.
Riporto prima i suoi suggerimenti poi, la ricetta. Grazie Donatella! :-*

puoi fare anche a tortina....ma meglio farli singoli
gli stampini vanno bene quelli da muffin?
sono alti li riempi a meta o anche 1/3
tipo i monoporzione in alluminio?
meglio ma sono ancora alti, per cui va bene la meta anche perche´di solito, quando chiudi con la sfoglia di sopra, tagli utilizzando il bordo della formina
e per la cioccolata? qual'è il problema?
li posso fare qualche giorno prima??
che la cottura in acqua va seguita bene e stai attenta al calore, se si brucia il cioccolato e´la fine
in che senso va seguita bene?
fuoco moderato...devi far evaporare l´acqua senza far bruciare il cioccolato
la devo mescolare sempre? non è, necessario come con la polenta
lo posso fare 2 giorni prima? si si ma non di più
Magari  fai a step: la frolla e la preparazione del cioccolato che ha bisogno di tempo e si deve raffreddare, senno´cuoci i tuorli
faccio prima cioccolata poi frolla ho capito bene?
guarda la frolla e´molto friabile la puoi fare anche il giorno prima che e´meglio
cosi´come la crema di cioccolato
il giorno dopo, aggiungi i tuorli e cuoci
non devo chiuderla?
1o giorno: prepari la frolla e cuoci il cioccolato con l´acqua e fai raffreddare
2o  giorno cuoci
la crema di cioccolato li mantiene freschi non si induriscono
ho messo su il cioccolato...doveva proprio bollire per un'ora e mezzo? perchè io l'ho lasciato andare piano, ha raggiunto i 90 gradi circa...però mi sembra ancora così liquido...
Devi farlo andare ancora Si deve attaccare al cucchiaio
Magari ci metti meno di 2 ora e mezza 1 ora
posso farlo andare ancora?

Non mi sembra tanto luquido
È ancora caldo? O si è raffreddato?
Se si è raffreddato immergi il cucchiaio e togli lo. Poi manda una foto
Si era quasi raffreddato
Me il cucchiaio sì velava appena
Ho riacceso Spengo?
Quanto hai cotto?
Non ne l'hai detto
Circa due ore ma con la retina per il fuoco
Ahhh perfetto
Quindi ha evaporato
Spegni
Il segno della evaporazione

È sceso un bel po'
Perfetto
Quindi spengo
Sì si
Non ti spaventare
Fai raffreddare bene prima di aggiungere i tuorli
Li aggiungerei domani mattina
Ottimo

E ora quanto riportato nel suo bellissimo blog:
La tradizione popolare data la diffusione del bocconotto tra la fine del ‘700 e l’inizio del ‘800, quando in Europa si diffuse il cacao. (CONTROLLARE)
Descrizione e preparazione

Il bocconotto di Castel Frentano, detto anche “castellino”, è un dolce di produzione tipica dell’omonimo comune in provincia di Chieti e più in generale dell’area frentana con numerose varianti, spesso legate alle ricette tramandate in ogni famiglia.
Si tratta di una tartelletta di pasta frolla di forma troncoconica rovesciata preparata con olio extravergine d’oliva, farcita con una crema compatta a base di cioccolato fondente, mandorle e cannella. Al taglio si evidenzia la farcitura interna di colore scuro, di consistenza compatta e dal profumo fragrante di cioccolato, cannella e mandorle tostate.

Bocconotti

Dose per 30 bocconotti

Per la pasta frolla
12 cucchiai di farina II
10 cucchiai di olio extravergine di oliva
10 tuorli d’uovo
10 cucchiai di zucchero
Scorza di limone

Per il ripieno:
1,5 l d’acqua
400 g di zucchero
350 g di cioccolato fondente
350 g di mandorle tostate e macinate finemente
8 tuorli
Cannella
Zucchero a velo

Si prepara la pasta frolla setacciando la farina e impastandola con l’olio extravergine d’oliva; si aggiungono le uova, lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. Si impasta di nuovo fino ad ottenere una pasta liscia che si lascia riposare in un luogo fresco per almeno un’ora. A parte si prepara la farcitura sciogliendo in un pentolino, lo zucchero e il cioccolato fondente con un litro e mezzo di acqua; 
  
si porta a ebollizione il composto mescolando di tanto in tanto per circa un’ora e mezza. Successivamente si aggiungono le mandorle tostate e polverizzate, completando la cottura per altri 15 minuti. Una volta raffreddato l’impasto si uniscono i tuorli, la cannella e si pone nuovamente il composto su fuoco moderato mescolando continuamente, completando la cottura per altri 15 minuti. Con la pasta frolla si foderano gli appositi stampini in alluminio o acciaio inox (inizialmente erano di rame) del diametro di massimo 10 cm e di 2-3 cm di altezza, precedentemente imburrati, 

e si riempiono con un cucchiaio di farcitura a temperatura ambiente.
Si stende la pasta frolla rimasta e con uno stampino vuoto si ritagliano dischi da utilizzare per la copertura degli stampini; verranno messi nel forno già caldo a 180°C e cotti fin quando risulteranno di un bel colore dorato. Una volta pronti vanno serviti con una spolverata di zucchero a velo.



martedì 15 maggio 2018

Pasta fredda al salmone

Altro piatto preparato davvero gustoso, fresco, veloce e soprattutto buonissimo.I miei ospiti hanno gradito tantissimo.Un primo piatto perfetto per restare leggeri ideale anche come pranzo da asporto, oppure da proporre tra le pietanze dell’aperitivo. Io ho utilizzato salmone affumicato, ma nulla vieta di usare salmone fresco o surgelato.

Pasta fredda al salmone

Ingredienti

400 gr pasta formato preferito
250 gr salmone
150 gr rucola
1/2 barattolo panna acida
(in alternativa salsa allo yogurt)
olio
sale
succo di limone

Iniziare a cuocere la pasta e durante la cottura preparare il resto. Cuocere il salmone in padella antiaderente con un poco di burro quindi aggiungere un pò di succo di limone. Una volta cotto dividerlo in pezzi. Aggiungere la panna acida. Scolare la pasta al dente (continuerà a cuocere anche dopo) e condire con il salmone. Fare raffreddare. Aggiungere la rucola. Riporre in frigorifero fino al momento di servire. Io l'ho lasciata 4 ore.
Se si preferisce la salsa allo yogurt alla panna acida ecco la ricetta:

Salsa allo yogurt greco

Ingredienti

150 gr yogurt greco intero
50 gr yogurt naturale bianco
1 cucchiaio olio
1 cucchiaio succo di limone
sale, pepe ed origano 
mezzo cucchiaino di curry

Versare lo yogurt greco in una ciotola capiente, unire l’olio e mescolare.
Aggiungere il succo di limone ed il resto degli ingredienti.Mescolare il tutto (senza robot o frullatore) e lasciare a riposo in frigo almeno una mezz’ora.La salsa allo yogurt si può conservare in frigo un paio di giorni.Consiglio di prepararla sempre al momento.

lunedì 14 maggio 2018

Coni salati

Sabato sera avevo amici a cena, essendoci anche i ragazzi, ho voluto inventarmi una aperi-cena...non so se effettivamente ci sono riuscita, in ogni caso ho provato qualche ricettina nuova che mi ha dato soddisfazione. Una di queste sono questi coni, con ripieni salati. Molto scenografici e accattivanti. Non avendo i portaconi, mi sono inventata questi bicchieri, che comunque mi  hanno soddisfatto. Una preparazione molto veloce da tenere sicuramente presente per buffet. Per il ripieno si può solo dare spazio alla fantasia, io ho usato una caprese "destrutturata" e una insalata con brie.

Coni salati

Ingredienti

coni da gelato
mozzarella
pomodoro
basilico
insalatina
brie
funghetti sott'olio

Per la caprese ho tagliato dadini di pomodoro e mozzarella, uniti al basilico, sale e olio. Al momento di servire (10 minuti prima) ho riempito i coni.
Per l'insalata ho unito brie, insalatina, funghetti sott'olio, olio e sale. Stesso procedimento.
Avevo paura che si inumidissero e non tenessero i coni, invece hanno tenuto per tutta la cena. Consiglio comunque di riempirli all'ultimo momento, così mantengono la croccantezza.

venerdì 13 aprile 2018

Carbonara di asparagi

Ho visto fare questa ricetta su Detto e Fatto ed essendo innamorata sia della carbonara e ancor più degli asparagi, ho voluto provare. Un buon piatto, a mio gusto però, il sapore era coperto dai formaggi. La prossima volta dimezzerò la loro quantità.

Carbonara agli asparagi

Ingredienti

500 gr tagliolini 
  1 cucchiaio di olio evo
 sale
6 tuorli
 6-8 asparagi
 150 g guanciale
 150 g grana grattugiato
 150 g pecorino grattugiato
 pepe

Puliamo gli asparagi e li cuociamo in acqua bollente. Li scoliamo e li raffreddiamo rapidamente in acqua e ghiaccio. Tagliamo a tocchetti.
Tagliamo il guanciale a tocchetti e lo facciamo dorare in padella.In una ciotola mescoliamo con una frusta i tuorli con i formaggi grattugiati, il sale ed il pepe.
Lessiamo i tagliolini in acqua bollente e salata. Li scoliamo e li mescoliamo alla salsa di uova. Uniamo gli asparagi, il guanciale dorato ed un mestolo di acqua di cottura. Mantechiamo qualche istante. Serviamo.

giovedì 12 aprile 2018

Baci di dama salati

Sfogliando i miei vecchi quaderni di cucina del Forum di Cucina Italiana, ho visto questa ricetta di Carla Lassandro, mi ha incuriosita e l'ho fatta...il problema è tenere dei "gusci" per i baci..uno tira l'altro e veloci da fare!

Baci di dama salati

Ingredienti

50 gr mandorle tritate
50 gr parmigiano grattugiato
30 gr olive a pezzettini
100 gr burro morbido a pezzetti
120 g farina

formaggio morbido per farcire

Lavorare parmigiano e mandorle, unire il burro, le olive a pezzettini, la farina e lavorare per ottenere un impasto come quello dei baci di dama classici. 
Fare le palline e infornare per 30 minuti a 170 gradi. Una volta freddi, farcirli nel centro e accoppiarli. 

mercoledì 11 aprile 2018

Torta gelato di fragole

Questa è la torta che ho fatto per la festa con gli amici di mia figlia. Non è bellissima, lei desiderava una torta con la fragola, a me è venuto in mente un gelato che facevo spesso anni fa. Ho cercato di adattarla, aggiungendo una base tipo cheese cake, inventata da me (ed in effetti non mi è piaciuta troppo, avevo scelto il pistacchio perchè lei l'adora, ma la prossima volta utilizzerò un normalissimo disco di pan di spagna) e nel mezzo ho fatto una coulis di fragole per interrompere un poco il tutto. Sopra ho ricoperto con gelatina di fragole e decorato con una lamina di cioccolato informe e una pallina di geleè di acqua di fragole.
Ha riscosso un gran successo, nonostante la sua semplicità.


Torta gelato di fragole

Ingredienti

250 gr fragole
150 gr zucchero a velo
4 dl panna

per la base

100 gr pistacchio tritato
80 gr burro

Sciogliere il burro, unirlo al pistacchio tritato. Prendere uno stampo a cerniera e foderare il fondo con il preparato. Mettere in frigo.
Lavare e pulire le fragole molto velocemente in acqua acidulata con succo di limone. Montare la panna, quindi aggiungere le fragole precedentemente tritate insieme allo zucchero. Versare sul fondo di pistacchio e riporre in freezer. Due o tre ore prima di servirla passarla in frigorifero.

giovedì 5 aprile 2018

E sono 19!

Ebbene sì! la mia peste ha compiuto 19 anni, gli ultimi da teen ager :-).
Ha deciso di festeggiare con i suoi amici, però non potevo non fare una tortina da mangiare insieme. Ne ho visto una simile (Le Torte di Patty, molto meglio della mia, ma considerato che l'ho fatta in 50 minuti non mi lamento) e ho deciso di riproporla. Purtroppo mi sono ritrovata della pasta di zucchero, acquistata fresca, ma dura e secca che mi ha fatto impazzire. Ho dovuto bagnarla un poco, per renderla lavorabile, con il risultato che dopo era molliccia. Sono diventata matta a far stare in forma il coniglio e nel cercare di posizionarlo, ho sbavato :-(. Avrei pianto, di primo istinto stavo per buttarlo, poi ho deciso di utilizzarlo lo stesso...un coniglio pasticcione. Le foglie sono un poco grosse, ma ho provato di realizzare in tipo Thun, anche le loro sono così...beh almeno è risultata una tortina allegra.
Tanti auguri Eugenia!

Torta Thun

Ingredienti


250 ml panna da montare
1 yogurt bianco
more
due cucchiai di zucchero
rum

per la decorazione
pasta di zucchero
coloranti giallo
colorante verde
colorante rosso
colorante marrone
colorante oro


Preparare il pan di spagna. Una volta freddo tagliarlo in tre dischi. Nel frattempo mettere sul fuoco le more con lo zucchero e un cucchiaio di acqua. Preparare una coulis di more. Farla raffreddare e aggiungere alla panna montata, quindi aggiungere anche lo yogurt.
Bagnare con rum i dischi di pan di spagna e farcire con la panna preparata.
Riporre in frigorifero con un peso sopra, in modo che si pareggi. Riprendere la torta dopo alcune ore e procedere alla decorazione.
 Rivestire la base precedentemente farcita e stuccata a vostro piacimento con la pasta di zucchero da copertura (io ho utilizzato pdz bianca e spruzzato oro sopra)


Realizzare il decoro alla base della torta prendendo la pasta di zucchero verde. Modellare delle foglie una ad una, incidendo con lo scavino la scanalatura centrale e, al centro, il gambo per il fiore. Arrotondare sempre le foglie evitando spigoli vivi come nello stile originale Thun.


Prendere la pasta di zucchero gialla e formare 5 palline di uguale misura; con quella arancione formarne una leggermente più piccola delle altre. Incollarle e schiacciarle delicatamente formando un fiore.
Con un pennellino asciutto colorare i bordi della figura, il contorno delle foglie e dei petali. Sfumare con il colorante alimentare marrone le varie scanalature.
Modellare 3 salamini di uguale lunghezza con la pasta verde e assottigliare le estremità. Incollarli alla base della torta intervallandoli con 2 palline color avorio. Ripassare i bordi con il colorante in polvere marrone.
Prendere 2 palline di pasta di zucchero solo avorio , modellare delle gocce leggermente allungate ma sempre molto tondeggianti nelle forme, scavare a metà della parte più larga per creare dei piccoli cuori, incollarli ai lati della composizione floreale alla base e colorarli con il colorante oro diluito con l’alcool per liquori. Ripassare quindi i contorni con il colorante in polvere marrone.
















Realizzare quindi il coniglietto formando un ovale con la pasta di zucchero color avorio. Premere la parte più stretta ottenendo un incavo dove poi andrà posizionata la testa. Nella parte posteriore ottenere un secondo piccolo incavo dove andrà la codina.
 Modellare delle piccole palline di pasta di zucchero avorio, schiacciarne l’estremità e posizionarle al di sotto del corpo in modo che sporgano leggermente.

giovedì 8 marzo 2018

Crescentine senza glutine

Queste crescentine sono senza glutine. Devo dire che sono venute proprio buone, si differenziano pochissimo da quelle con glutine. La ricetta è di Celiachilandia

Crescentine senza glutine

Ingredienti

9 etti mix pane nutrifree
2 cubetti lievito birra
10 gr sale
600 ml latte

Sciogliere il lievito nel latte tiepido. Aggiungere farina e sale. Impastare finchè l'impasto risulta morbido ma non appiccicoso.
Tirare le crescentine dello spessore di 0,5 cm.
Friggere in olio bollente o strutto.




mercoledì 7 marzo 2018

Arancini di riso

Questi arancini li feci per il compleanno di mia figlia, lei li ha adorati! io non sono una fan di questo tipo di piatto, però hanno apprezzato tutti e mi sono dovuta in parte ricredere :-).
La ricetta è una di quelle d'oro, di quando c'era il forum di Cucina Italiana, dove si scambiavano le esperienze culinarie e si mettevano a disposizione delle amiche di cucina il meglio delle nostre ricette di famiglia e non. Questa in particolare è di Daniela Del Castillo, ricetta di famiglia.

Arancini di riso

Ingredienti

500 gr riso per risotti
300 gr tritato di vitellone
passata di pomodoro
5 uova
4 cucchiaiate di parmigiano grattugiato
200 gr piselli (vanno bene quelli surgelati)
1/2 cipolla
100 gr prosciutto crudo (va bene il gambuccio), tagliato un poco alto e ridotto in pezzetti
150 gr caciocavallo tagliato a dadini
olio extra vergine oliva
olio di semi per friggere
pangrattato 
sale


Fai lessare il riso in abbondante acqua salata, scolalo e condiscilo con due uova sbattute con un pizzico di sale e il parmigiano. Allarga il riso su un vassoio e fallo raffreddare. Con la carne, l'olio e.v., un poco di cipolla tritata e la passata di pomodoro (non molta), prepara il sugo al quale aggiungerai i piselli cotti a parte con un filo di olio e.v., una foglia di cipolla e sale. Il sugo deve risultare denso. Prepara un uovo sodo e taglialo a pezzetti. Prendi un po' di riso e spalmalo sul palmo della mano, aggiungici una cucchiaiata di sugo, un pezzetto di uovo sodo, pezzetti di prosciutto e qualche dadino di caciocavallo. Richiudi, usando dell'altro riso e dai al tutto la forma di una piccola arancia. Passa gli arancini nell'uovo sbattuto e nel pan grattatoe friggi in un tegame dai bordi alti con abbondante olio, 
finchè saranno di un bel dorato. Fai scolare su carta assorbente.
Si mangiano caldi, ma a me piacciono anche tiepidi e anche il giorno dopo, riscaldati in forno.