giovedì 22 dicembre 2016

Fiordilatte al cioccolato bianco e zafferano

Questo dolce l'ho visto sulle ricette Perugina e ho provato farlo da portare ai nostri amici. Secondo me ci voglio alcune modifiche che indicherò già nella ricetta.

Fiordilatte al cioccolato bianco e zafferano

Ingredienti

 100 g Gocce Cioccolato Bianco 
2dl panna

3dl latte

3 fogli colla di pesce

½ bustina di zafferano

1 cucchiaio granella di nocciole

Scaldate la panna con il latte, unite lo zucchero e mescolate accuratamente, in modo da scioglierlo totalmente.Ora potete unire lo zafferano e lasciarlo reidratare adeguatamente.
Fate ammollare la colla di pesce in acqua fredda fino a che diventa gelatinosa; calcolate circa 5 minuti. Una volta trascorsi i minuti strizzatela bene e unitela al composto.
Sciogliete con cura la gelatina e versate il tutto in 4 stampini al silicone o monouso in alluminio. Refrigerate per almeno 3 ore.
Trascorso il tempo necessario togliete i tortini dallo stampo, fate rotolare i bordi nella granella di nocciola e disponeteli nei piattini.
Guarnite il vostro dolce a piacere con fili di cioccolato bianco fuso e gocce di cioccolato bianco. Io l'ho servito nella coppetta senza sformarlo.

mercoledì 21 dicembre 2016

Panettone alla nutella



Questa ricetta l'ho trovata su un giornalino e mi ha ispirato subito. Buono, solo poco dolce. La prossima volta proverò a mettere più gocce di cioccolato e niente nutella aumentando la dose di zucchero. Facile, veloce e buono!

Panettone veloce con nutella e cioccolato

Ingredienti

per il lievitino
150 gr farina manitoba
25 gr lievito birra
75 gr latte tiepido

per l'impasto
150 gr farina manitoba
200 gr farina 00
220 gr latte tiepido
2 tuorli
60 gr burro a temperatura ambiente
20 gr burro a temperatura ambiente per spennellare
40 gr miele
100 gr zucchero
un cucchiaino di sale
una fialetta aroma arancio
una fialetta aroma limone
una fialetta aroma vaniglia
100 gocce di cioccolato (fredde di frigo)
nutella q.b.
granella di nocciole

per la glassa
200 gr cioccolato fondente
50 gr burro

Partiamo con il lievitino. In una ciotola sciogliamo il lievito con il latte tiepido, poi aggiungiamo la farina e impastiamo fino a formare un panetto. Copriamolo con la pellicola trasparente e facciamo lievitare un'ora.
Trasferiamo il lievitino nella planetaria con il gancio. 
Versiamo il latte tiepido e azioniamo a velocità 5. Il lievitino inizierà a sciolgliersi,
quindi uniamo i tuorli uno per volta, poi lo zucchero, il miele, gli aromi il sale.
Appena gli ingredienti saranno amalgamati, iniziamo a versare le farine e lavoriamo l'impasto a velocità 4 per almeno 5 minuti. Al termine dovremmo ottenere un impasto ben omogeneo e incordato. Rovesciamolo su un piano da lavoro, impastiamolo velocemente e diamogli forma di una palla. Non occorre aggiungere altra farina perchè l'impasto è molto elastico.
Allarghiamo leggermente l'impasto, distribuiamo qualche ciuffetto di burro e continuiamo a impastare fino a quando non sarà totalmente assorbito. Solo a questo punto ne potremo aggiungere dell'altro, sempre poco alla volta. Procediamo in questo modo fino a quando non avremo consumato tutto il burro. Alla fine otterremo un impasto omogeneo e molto elastico.
Allarghiamo leggermente l'impasto, distribuiamo le gocce di cioccolato e impastiamo delicatamente. Formiamo una palla, inseriamola nello stampo e copriamo con pellicola trasparente.
Mettiamo lo stampo in una teglia piccola e lasciamo lievitare l'impasto in forno spento con luce accesa per due ore. Trascorso questo tempo, togliamo la pellicola dal panettone e lasciamolo riposare per circa 10 minuti fuori dal forno. Nel frattempo accendiamolo a 180 gradi in modalità statica.
Dopo circa 10 minuti noteremo che la superficie del panettone sarà leggermente secca: con un coltello affilato incidiamola delicatamente formando una croce. Spennelliamola con il burro fuso.
Cuociamo il panettone sulla parte bassa del forno per circa 35 minuti.
Se la superficie diventa troppo scura, copriamola con carta stagnola. Facciamo la prova stecchino per verificare la cottura.
Quando il panettone sarà pronto, infilziamo alla base con stecchini da spiedini o ferri da maglia, capovolgiamolo appeso a testa in giù fino al completo raffreddamento.
Una volta freddo, con un manico di legno, facciamo dei buchi sulla superficie del panettone (circa a un cm di distanza tra di loro)

e con un sac a poche con bocchetta lunga riempiamoli di nutella. Sciogliamo a bagnomaria il cioccolato con il burro, spalmiamolo sul panettone e spolveriamo con la granella di nocciole.

sabato 17 dicembre 2016

Crackers a lievitazione naturale

Crackers a lievitazione naturale (ricetta di Margherita e Valeria Simili ) portati da Grazia Buia

Crackers a lievitazione naturale

Ingredienti

300g di lievito madre rinfrescato dalla sera precedente
60g burro morbido
30g strutto
250g farina 
120g acqua
50g semi di sesamo, papavero o di finocchio, tostati
2 cucchiai di sale

Fare la fontana con la farina setacciata, mettere al centro il lievito madre spezzettato con le dita , il condimento ed il sale. Aggiungere l’acqua, sciogliere ed amalgamare il tutto, lavorando almeno 8-10’. La pasta dovrà essere non troppo soda.Far lievitare a campana per 3-4 ore finchè si sarà un poco gonfiata (con queste temperature bastano un paio di ore).A piacere mettere i semini e  tirarla o con il mattarello o con la mcchinetta molto sottile, bucherellarla con la rotella apposita o con i rebbi di una forchetta e tagliare a piccoli quadrati o rettangoli. Metterli in una teglia rivestita da carta da forno. Infornare a forno ben caldo a 190° per 10’

Nota: la lievitazione a campana consiste nel mettere l’impasto in una ciotola, unta con lo stesso unto dell’impasto, e coprirla con una ciotola leggermente più grande.
I semini si possono aggiungere anche dopo che la pasta è stata stesa: basta bagnare con uno spruzzino di acqua i quadratini e spargere i semini.

venerdì 16 dicembre 2016

Torta integrale con pecorino, noci e basilico

Torta integrale  con pecorino, noci e basilico (ricotta di Simone Rugiati) portata da Grazia Buia


 Torta integrale  con pecorino, noci e basilico

Per la pasta

150g farina 0
150g farina integrale
3 cucchiai di semi di zucca 
150ml acqua
20g scarsi di lievito di birra
Sale ( e pepe)

Per il ripieno

2 uova 
100ml latte
150g pecorino dolce
2 carote
1 cucchiaio di fecola di patate
1 manciata di noci tritate grossolanamente
Basilico

Setacciare le due farine, fate la fontana, facendo la casina del sale, versare all’interno l’acqua e stemperarvi il lievito e unire il sale e i semi di zucca tritati. Impastare e lasciare riposare coperto a campana per una mezz’ora o fino a quando non raddoppia di volume.
Frullare le uova con il latte, pecorino, fecola,basilico; preparare le carote tagliate a julienne.
Tirare la pasta sottile, bucherellarla, foderare uno stampo con carta da forno ( ho usato il solito stampo di rame stagnato da circa 30cm anche se nella ricetta viene indicato uno stampo da 22), versarvi un po’ di carote a julienne, il composto frullato e ancora carote. Terminare con le noci tritate grossolanamente.Spennellare il bordo, ripiegato all’interno con un uovo sbattuto. Infornare a 180° per circa 45’
L’ideale è servirla tiepida.
Note: i semi di girasole possono essere sostituiti da semi di sesamo, papavero o pinoli, tritati a coltello, gradevoli perchè danno il croccantino.

giovedì 15 dicembre 2016

Torta di carote, melanzane e cocco

Torta di carote, melanzane e cocco  (ricetta di Simone Rugiati) portata da Grazia Buia (a destra)


Torta di carote, melanzane e cocco (ricetta di Simone Rugiati) portata da Grazia Buia
Torta di carote, melanzane e cocco  

Ingredienti

300g carote pelate
120g zucchero
1 melanzana
150g mandorle pelate 
100g farina di cocco
4 uova
Scorza di un limone
½ bustina di lievito
  
Tagliare la melanzana a dadolini e spolverarla con poco zucchero a velo quindi grigliarla sulla bistecchiera.
Tritare nel mixer mandorle e zucchero  e versare in una terrina. Titare ancora nel mixer le carote con un uovo ( in questo modo restano più arancioni) . Aggiungere alle amndorle assieme alle altre uova , il cocco e la farina setacciata con il lievito; profumare con la scorza del limone ( tagliata a mano resta più profumata), unire la melanzana tritata al coltello e versare nello stampo a cerniera da 20-22 foderato con carta da forno. Livellare la superficie ( picchiettando la teglia sul tavolo, in questo modo esce l’aria) ed infornare a 160° per 10’ e alzare poi a 180° per altri 45’ circa

Note: la melanzana, tagliata a dadini, l’ho spolverata con un po’ di zucchero a velo, e fatta passare qualche minuto in una padella antiaderente. Ho usato uno stampo di rame stagnato da circa 30 cm foderato con carta da forno; non ho usato lievito ma mezza bustina di cremor tartaro.
La torta andrebbe glassata con una miscela composta da 230ml di panna fresca, 250g cioccolato fondente e 50g di glucosio fusi assieme nel microonde, ma ho preferito lasciarla  senza copertura

mercoledì 14 dicembre 2016

Torta d'erbe preparata da  Paola Petrini

  Torta d'erbe preparata da  Paola Petrini

Stessa sfoglia della torta di riso

ripieno

erbe selvatiche, lungo elenco, ma non so i nomi a parte la borragine, eventualmente sostituire tutto o in parte con bietoline e un pochino-ino-ino di catalogna
patate
 una mezza cipollina 
parmigiano

Le erbe vanno scottate in acqua salata, poi strizzate per benino, quindi cotte in padella con un filo d'olio e una mezza cipollina, tritate, possibilmente a mano con la mezzaluna. Alle erbe tritate si aggiungono le patate schiacciate con la forchetta (le proporzioni erbe-patate sono a gusto, a me non piace troppo patatosa, ma un po' di patata ci vuole), le uova, diciamo tre, parmigiano abbondante.
 Si stende la sfoglia sottile, si mette il ripieno e si spennella tutto con olio.
In forno 200 gradi circa 40 minuti.
In alternativa (ma lo si può fare con ogni ripieno) si può dare la forma di tortellone e cuocere in forno come se fosse la torta d'erbe per pochi minuti.


martedì 13 dicembre 2016

Torta di Riso e Cipolle


Torta di Riso e Cipolle (di nonna Linda) portata da Paola Petrini

Torta di riso e cipolle

Ingredienti

Per 1 torta (teglia circa 22x28 cm )

Sfoglia
200 g di farina 0
3 cucchiai di olio ev
un cucchiaio di uovo sbattuto

Ripieno
circa 1kg di cipolle
 (un po' di piu' o meno, va a gusto) stufate con un cucchiaio di olio ev e acqua se occorre, fino a che si disfino 
250 g di riso lessato al dente
3 uova + 1 per la superficie
almeno 150 g di parmigiano grattugiato

per la sfoglia:
Impastare gli ingredienti fino ad ottenere un panetto omogeneo e far riposare mezz’ora. Tirare una sfoglia sottile.  tirare la sfoglia, ripiegandola piu' volte su se stessa: alle fine "scoppiettera'"
amichevolmente: e' pronta.
Con le sfoglie si riveste una teglia unta con olio, lasciando bordi generosi.Se si usa la macchina della pasta, le strisce ottenute vanno parzialmente sovrapposte (circa 2-3 cm di sovrapposizione);

per il ripieno:
Si aggiungono le uova e il parmigiano al riso. Si amalgama bene il tutto.
Si riempie la sfoglia con la farcia di riso, e si richiudono i bordi sopra la farcia, in “un morbido drappeggio”.
Si spennella tutto con uovo sbattuto con un pochino d'olio, sia la sfoglia che la superficie del composto di riso. Si cuoce in forno a temperatura media, circa 180-200°C per 30’-40’. La superficie sia del riso sia della sfoglia sara’ bella colorita.
Si sforna e si mette a raffreddare immediatamente su una gratella, cosi’ la pasta resta croccante.
Si taglia a quadrati 5x5 cm e si mangia assolutamente fredda.
Si conserva bene se congelata, ottima anche per picnic.

Allo stesso modo, sostituendo le cipolle con le zucchine saltate in padella, si prepara la torta di riso e zucchine. O altre verdure, se si vuole, ma non è più la torta di riso tradizionale.

martedì 6 dicembre 2016

Panini semidolci con lievito madre



Questi panini li portò Daniela Boni. Una persona squisita, disponibile, solare, che non potrò mai ringraziare abbastanza per tutto quello che ha fatto per me e sarò sempre in debito con lei :-*. Squisiti come tutte le sue ricette. 

Panini semidolci con lievito madre

Ingredienti

150 gr di lm
550gr. di farina 00
300gr. di farina Manitoba
130gr. di zucchero
100gr. di olio d'oliva e.v.
100gr. di burro morbido
180gr. di acqua
4 uova
un pizzico di sale

Rinfrescare il lm e aggiungere il resto degli ingredienti pian piano perché l’impasto incordi bene, mettere il pizzico di sale per ultimo.
Impastare bene e a lungo, quindi formare una palla, incidere la superficie, coprire con la pellicola o un canovaccio e mettere a lievitare in un posto al riparo da correnti d’aria e a temperatura ambiente (in estate mettere in frigo) per tutta la notte. La mattina riprendere l’impasto che dovrebbe essere circa il doppio e formare delle palline che dovranno pesare circa 25-30 gr., disporle su una placca coperta da carta forno e metterle a lievitare in un posto caldino (es. forno spento con lucina accesa) per almeno un’ora, spennellarli con un tuorlo e latte sbattuti prima di informarli. Scaldare il forno a 175°C ventilato (o di più se si ha solo la funzione statica) e poi infornarvi i panini per circa 15 min., comunque fino a doratura, essendo molto piccoli bastano pochi minuti. Farli raffreddare quindi farcirli a piacere con salume e formaggi, oppure nella versione dolce, con marmellate o nutella.

lunedì 5 dicembre 2016

Brioscine


Queste le brioscine portate da Antonella Baiocco

BRIOSCINE  

Ingredienti

550 g farina
250 g latte
50 g olio
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cubetto di lievito di birra
1 uovo
1 tuorlo per spennellare

Mescolare olio, zucchero e latte intipidito, aggiungere il lievito e scioglierlo.
Aggiungere la farina il sale e l'uovo.
L'impasto deve risultare morbido e non appiccicoso, eventualmente aggiungere un po' di farina.
Far riposare per 15 minuti.
Dividere l'impasto in 4 parti. Stendere il panetto su carta da forno oliata.
Tirare un tondo di spessore di 1/2 cm. dividerlo in 8 spicchi e partendo dalla parte larga arrotolarlo come un cornetto.
Adagiare le brioscine sulla teglia coperta da carta da forno e lasciar lievitare per 1 ora.
Accendere il forno a 180°
Pennellare le brioscine con il tuorlo d'uovo e appena un po' di albume.
Infornare per 15 minuti circa.
Si possono farcire con affettati o anche con marmellata o cioccolata perchè non risultano esageratamente dolci


martedì 29 novembre 2016

Louisa May Alcott

Oggi Google dedica la pagina a questa scrittrice: la scrittrice di uno dei pochi libri che lessi da piccola e che mi abbiano regalato. Ricordo che l'avevo nello scomparto libreria del mio letto a mobile e tutte le sere lo guardavo prima di addormentarmi. Un bellissimo classico: io mi impersonavo nella figura di Joe, la maschiaccia della famiglia :-). Un libro che consiglio anche alle bambine di oggi.


Louisa May Alcott, famosa scrittrice americana, nacque il 29 novembre del 1832, 184 anni fa oggi: nella sua vita fu molte cose, un’attivista femminista e antischiavista, ma è famosa soprattutto per aver scritto il romanzo Piccole Donne, pubblicato per la prima volta nel 1868.
Louisa May Alcott nacque a Germantown, una città della Pennsylvania che oggi fa parte dell’area urbana di Philadelphia; era la seconda di quattro sorelle. Suo padre, Amos Bronson Alcott, era un insegnante e convinto trascendentalista, mentre la madre Abby May era un’attivista e assistente sociale. Nel 1834 la famiglia si spostò a Boston, dove il signor Alcott fondò una scuola sperimentale e proseguì i suoi studi sul trascendentale kantiano come unica realtà. Louisa May Alcott, come le sue sorelle, fu molto influenzata dal movimento filosofico cui aderiva il padre e che si rifletteva anche nei metodi educativi utilizzati in famiglia. La situazione famigliare non era però molto pacifica, soprattutto perché il padre non riusciva a ricavare denaro a sufficienza per mantenere stabilmente moglie e figlie.
ALCOTT Dopo alcuni insuccessi con la scuola, nel 1840 Amos Bronson Alcott trasferì la famiglia in un cottage a Sudbury River, sempre nel Massachusetts, dove i rapporti migliorarono negli anni seguenti. Gli Alcott aderirono poi a una comune agricola, la “Utopian Fruitlands”, ma il progetto naufragò dopo poco tempo e li portò a trasferirsi nuovamente, stabilendosi infine a Concord nel 1845. Il principale insegnante di Louisa May Alcott fu il padre, ma da ragazzina ricevette comunque lezioni da altri letterati e intellettuali amici di famiglia. Le condizioni economiche degli Alcott erano piuttosto precarie, quindi Louisa May iniziò a lavorare molto giovane, come insegnante, domestica e governante in alcune famiglie della zona, trovando comunque il tempo per esercitarsi e sperimentare con la scrittura. Anche le sue sorelle iniziarono a lavorare presto, fornendo qualche risorsa economica in più per mantenere la famiglia.
Ogni giorno aveva qualche complicazione e Louisa May Alcott viveva con l’ansia di offrire aiuto a sufficienza alla famiglia. Il suo primo libro, Le favole dei fiori, racconta storie di fate e folletti, con insegnamenti sulla natura e la necessità di rispettarla. Alla fine degli anni Quaranta dell’Ottocento, Alcott si interessò ai diritti delle donne, soprattutto legati all’estensione del diritto di voto, diventando la prima donna a iscriversi negli elenchi per l’elezione di un consiglio d’istituto scolastico a Concord. Negli anni Cinquanta la famiglia ebbe di nuovo gravi problemi finanziari, Alcott stessa non riusciva a trovare un lavoro, ebbe un periodo di depressione e meditò persino il suicidio. La morte della sorella più giovane, Elizabeth, e il matrimonio di quella più anziana, Anna, furono un punto di svolta per Louisa May Alcott e i suoi rapporti familiari.
Alcott era diventata una convinta sostenitrice dell’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti e una femminista, iniziando a scrivere articoli e brevi saggi per la rivista Atlantic Monthly. Lavorò come infermiera durante la Guerra Civile, ma per meno di due mesi tra il 1862 e il 1863, perché poi si ammalò gravemente di tifo, malattia che la costrinse a una lunga convalescenza. Pochi anni dopo, Louisa May Alcott iniziò la produzione di alcuni romanzi usando lo pseudonimo A. M. Barnard, per lo più con storie d’amore a effetto, con diversi colpi di scena. Nel 1868 scrisse il primo libro di Piccole donne, un racconto semi-autobiografico della sua infanzia vissuta con le altre tre sorelle a Concord. La seconda parte, Piccole donne crescono (Good wives) fu pubblicata nel 1869 e racconta la storia delle quattro sorelle nella loro età adulta e dopo il matrimonio. Alcott scrisse in seguito altri due romanzi sulla storia delle quattro sorelle, terminando la saga nel 1886.
Jo March, la protagonista di Piccole donne, è chiaramente ispirata alla vita e al modo di pensare di Louisa May Alcott, con la sola differenza che nella realtà Alcott non si sarebbe mai sposata, a differenza della sua eroina. In una intervista, Alcott avrebbe in seguito raccontato di essere rimasta nubile perché nella vita “mi sono sempre innamorata di molte ragazze carine, ma mai una volta di un uomo”. Per le altre tre protagoniste della saga, Alcott si ispirò alle proprie sorelle, ma in modo più sfumato e talvolta mettendo insieme le caratteristiche di più di una in un personaggio. I racconti sulle March ebbero un buon successo sia di critica sia commerciale, diventando in seguito tra i romanzi di formazione più conosciuti dell’Ottocento.
Louisa May Alcott doveva intanto fare i conti con una malattia autoimmune cronica, forse lupus, che la lasciava spesso in precarie condizioni di salute (un’altra ipotesi è che soffrisse di un avvelenamento da mercurio, causato dai trattamenti subiti per curare il tifo). Morì a 55 anni in seguito a un ictus il 6 marzo del 1888 a Boston, due giorni dopo la morte del padre. È sepolta presso lo Sleepy Hollow Cemetery di Concord, poco distante dalle tombe di altri grandi autori americani come Nathaniel Hawthorne, Henry David Thoureau e Ralph Waldo Emerson.

Piccole donne è il più famoso romanzo di Louisa May Alcott, che pubblicò, per la prima volta in due volumi, il primo nel 1868 e il secondo nel 1869 in America, con il titolo Little Women or, Meg, Jo, Beth, and Amy.

Nel 1880 i due volumi furono riuniti in uno solo, Little Women, che continua ad essere quello letto in America. L'edizione del 1880 presenta anche alcune modifiche, soprattutto nel linguaggio, l'American Idiom, che rispecchiava pienamente il parlato dei personaggi, ma poco conveniente in una prosa letteraria. In Italia le prime parziali traduzioni risalgono al 1908, dove anche dopo si preferì, come del resto in molti altri paesi, come la Francia e l'Inghilterra, dividere il romanzo in due parti, dato il pubblico di ragazzi a cui era destinato, con i due titoli Piccole donne e Piccole donne crescono.

Il libro ebbe un successo immediato quando uscì e oggi è considerato un classico della letteratura per l'infanzia, consigliato dagli insegnanti e amato dai bambini.
Piccole donne[modifica | modifica wikitesto]
Il romanzo racconta la storia delle quattro sorelle March, che rispecchiano quelle della stessa famiglia Alcott. Il signor March è andato in guerra, lasciando le figlie e la moglie tutte sole. Le quattro sorelle March si chiamano: Jo (Josephine), Meg (Margaret), Beth (Elizabeth) ed Amy (Amanda). Le ragazze, pur essendo povere e con i problemi tipici dell'adolescenza, crescono e diventano delle bravissime ragazze responsabili e pronte a difendersi da qualsiasi vicissitudine che potrebbe accadere loro in qualsiasi momento, con l'aiuto della madre e del carissimo e ricco vicino di casa Theodore Laurence, soprannominato Laurie.

Personaggi
Famiglia March
Margaret (Marmee) Curtis March
Madre delle quattro sorelle, molto saggia, adora le figlie, le ascolta e dà loro consigli. Solo grazie al suo aiuto, le sorelle possono affrontare situazioni particolarmente serie e difficili.
Robert March
Cappellano nell'esercito degli Stati Uniti e padre delle quattro sorelle, molto legato alla famiglia. Ama soprattutto Beth, perché è la più docile e fragile.
Margaret (Meg) March
Meg ha il nome della madre ed è la maggiore delle sorelle. All'inizio del romanzo ha sedici anni. Essendo la più grande, Meg viene generalmente presentata come la più matura e giudiziosa, pur essendo ogni tanto un po' vanitosa e superficiale. Ha un carattere molto socievole ed è dolce e materna nei confronti delle sorelle minori, di cui la preferita è Amy. Le piace andare in giro per la città, soprattutto per fare compere, anche se spesso deve rinunciare a cose costose che la sua famiglia non può permettersi. In seguito si sposa con John Brooke, il tutore di Laurie, con cui ha due gemelli.
Josephine (Jo) March
Josephine, detta Jo, è la secondogenita delle sorelle ed ha 15 anni. Inizialmente lavora come dama di compagnia per la zia March. Viene descritta come schietta, coraggiosa, determinata, ribelle e irrequieta. Ogni tanto rivela di possedere un carattere scontroso e il suo temperamento impulsivo la porta ad arrabbiarsi spesso, ma ha sempre buone intenzioni. Jo non è molto femminile e le risulta difficile comportarsi come una "signorina" tanto che viene vista come il "maschiaccio" della famiglia. Le piace andare a cavallo e correre per i prati, ma la sua vera passione è la letteratura e coltiva il sogno di diventare una scrittrice famosa, così nel frattempo si diletta a inventare storie da far leggere alle sorelle. Inizialmente Jo è contraria al matrimonio e al romanticismo in generale, verrà corteggiata da Laurie ma in seguito si innamora, ricambiata, di un professore tedesco, Friederich Bhaer, molto più grande di lei di età.
Elizabeth (Beth) March
Elizabeth è la terza delle quattro sorelle e inizialmente ha 13 anni. La più tranquilla della famiglia, Beth è dolce, sensibile e altruista, ma anche timidissima e per questo fa fatica a socializzare con chiunque al di fuori della famiglia e odia stare in mezzo alla gente. Ha una passione per la musica e il pianoforte, adora i suoi gattini e le sue bambole ed è legatissima alla sua famiglia. Non avendo grandi aspirazioni come le sorelle, Beth non desidera altro che stare in casa e aiutare nelle faccende domestiche. Purtroppo, finisce per ammalarsi gravemente, e convive con un debole stato di salute per qualche anno finché a 19 anni non si rende conto che i suoi giorni stanno per giungere al termine. La sua morte avrà un grande impatto sulle ragazze, che, essendo le più legate a Beth, faranno più fatica ad accettare la cosa.
Amy Curtis March
Amy è la più piccola delle quattro sorelle. Inizialmente ha 12 anni e viene presentata come egoista, viziata, vanitosa e pigra, che cerca sempre di comportarsi come una "signorina" elegante e aggraziata; risulta in questo l'esatto opposto di Jo, e visto il carattere suscettibile di entrambe, le due non vanno molto d'accordo e spesso si scontrano per motivi futili. Amy ha innate doti artistiche (disegna benissimo) perciò viene definita dalle sorelle "Piccolo Raffaello". Tenta costantemente di impressionare gli altri con parole difficili finendo così per fare un sacco di strafalcioni. Una volta cresciuta, Amy diventa una bellissima e raffinata ragazza, suscitando l'ammirazione di molti; bionda, snella, occhi azzurri, l'unico suo difetto è il naso un po' schiacciato, che lei pizzica di continuo, nella speranza di trasformarlo in un bel naso greco. Una volta andata in Europa, viene in seguito raggiunta da Laurie, un vecchio amico di famiglia che diventerà anche suo futuro marito.
Zia March
Zia March è una zia delle sorelle March. Jo, all'inizio, è la sua dama di compagnia, ma poi, durante la malattia di Beth, sarà Amy a prenderne il posto. La zia March è irritabile, molto ricca e molto severa. Stravede per Amy, perché ha modi educati e aristocratici e perché è docile. Ma alla fine si scopre un lato di lei gentile e amorevole verso la famiglia March.
Famiglia Laurence[modifica | modifica wikitesto]
James Laurence
Nonno di Laurie, molto severo e serio. Stravede per Beth (che assomiglia alla nipotina che ha perduto), ed anche per Jo.
Theodore (Laurie) Laurence
Vicino di casa della famiglia March, inizialmente solo e triste. Laurie è orfano di padre e di madre; è un po' timido, simpatico, divertente e burlone, è come un fratello per le sorelle March e le frequenta spesso. Laurie è molto ricco e un po' più grande di Jo: inizialmente infatuato della stessa, poi s'innamorerà di Amy, la sposerà e avrà una bambina, Beth, anche lei molto dolce e affettuosa. Ha una grande passione per la musica poiché la madre di Laurie era una musicista di origini italiane.
Elizabeth (Bess) Laurence
Unica figlia di Laurie ed Amy, viene descritta inizialmente come una piccolina fragile e delicata, che dà molte preoccupazioni per la sua salute ai genitori. La si ritrova in "Piccoli uomini", bambina di 3-4 anni, bellissima damina (lunghi capelli d'oro, occhi azzurri e nasino perfetto...), trattata come una principessa dai grandi e piccoli amici, un po' viziatella, ma dal cuore tenero e sensibile. Infine, nell'ultimo romanzo, è una ragazza di 15 anni, incarnazione perfetta della fanciulla di ricca famiglia dell'epoca.