martedì 30 gennaio 2024

Penne alla vodka



Nostalgia! sfogliando un mio quaderno di ricette, ho ritrovato questa di Suor Germana, tipica dei mitici anni '80, quando era un must in quel periodo. Ho voluto riproporli anche ai ragazzi moderni :-), sicuramente non denunciavano la loro età, sono piaciuti tantissimo. Suor Germana era una suora che elergiva consigli e ricette di cucina, mi ricordo che feci la raccolta delle sue dispense in edicola, che conservo ancora in un raccoglitore. Erano semplici, funzionali, economiche e non si sbagliava mai. Era un precursore dei tempi, ancora non esistevano tutti questi programmi di cucina e nemmeno tanti "chef" che si dimenano nel ricercare ricette complicate e scenografiche a discapito del gusto. Pertanto...viva gli anni '80! :-)


Penne alla vodka

Ingredienti

x  4 persone

350 gr pasta corta tipo penne
100 gr pancetta affumicata
250 gr pomodori pelati
4 bicchierini di vodka
150 gr panna liquidaTag
100 gr parmigiano grattugiato
3-4 cucchiai di olio
sale

Tagliare la pancetta a listarelle e farla rosolare nell'olio, bagnare con 2 bicchieri di vodka e fare evaporare a fuoco vivo. Unire i pelati sminuzzati e abbassare la fiamma. Aggiungere la vodka rimasta e continuare la cottura, alla fine versare nel pentolino la panna e mescolare bene. Controllare se il sugo è giusto di sale. Cuocere le penne, condirle con il sugo e il parmigiano grattugiato.

lunedì 29 gennaio 2024

Pasta ai fagiolini di zia Gabriella

 

Sempre dal quaderno di zia. La ricetta prevedeva fusilli, non li avevo, ho sostituito il formato, ma il gusto non è cambiato. Davvero, davvero squisita! Sicuramente in estate diventerà il tormentone dei miei pranzi, fresca, saporita, ottima...e nel frattempo mi allenerò anche ora, perchè è davvero buona.

Fusilli e fagiolini

Ingredienti

fusilli
fagiolini
pomodori pelati
odori
parmigiano

Tagliare a pezzettini i fagiolini e cuocerli assieme ai fusilli . A parte soffriggere i pomidori pelati e odori a piacere in poco tempo, altrimenti i pomodori diventano un po' amari. Quando la pasta e i fagiolini è cotta condire con il sugo e forma. Servire


domenica 28 gennaio 2024

Polenta come pizza

 

Mio cugino Morris mi ha fatto il regalo di portarmi il libro delle ricette di zia Gabriella. Zia Gabriella era una zia che quando mi raccontava dei suo piatti preparati, aveva un entusiasmo e una passione nel farlo, che le brillavano sempre gli occhi. Mi ricordo come fosse oggi, quando mi insegnava come fare le torte di compleanno con il mascarpone, le fragole, la cioccolata...mi sembrava di gustarle intanto che mi parlava. Nel suo quaderno, ho trovato questa, che mi ha incuriosito tantissimo. Ho voluto provarla con della polenta avanzata, non ne è rimasta nemmeno una briciola. Sono quelle ricette del riciclo, probabilmente, di una volta non troppo lontana, che valorizzano gli avanzi. Semplice, facile, gustosissima. Un bellissimo dono Morris!

ah dimenticavo! è una ricetta non ricetta.

Polenta come pizza

Tagliare la polenta rimasta metterla in una pirofila ben allungata coprire con pomodoro, mozzarella, funghetti, prosciutto carciofini e un po' di origano poi mettere in forno già caldo per 15 minuti circa



domenica 21 gennaio 2024

Sant'Antonio!

 

Come tutti gli anni celebriamo la festività di Sant'Antonio. E' una festa a cui sono particolarmente legata, non ho un motivo particolare, se non che tutti gli anni mio suocero mi raccontava la storiella del fattore incredulo, ma mi sento molto partecipe. C'è stata la tipica benedizione dei panini per i nostri amici animali a quattro e due zampe e anche, perchè no, per i loro padroni. Si è tenuta la sera stessa del 17 gennaio a Viadagola, poi ripresa anche la domenica successiva durante la messa  a Lovoleto. Io la trovo una tradizione bellissima, da trasmettere sicuramente anche ai giovani, con la speranza che si tramandi.

 
i panini




Riporto qualche curiosità che ho trovato navigando in internet che mi sono parse carine.

Sant'Antonio e la neve

In alcune zone d'Italia si è soliti dire che Sant'Antonio sia un mercante della neve: se infatti durante il 17 gennaio splende il sole e fa buon tempo, allora il santo ne starà approfittando per andare al mercato e comprare la neve da spargere sulla Terra nei giorni successivi.

Sant'Antonio Abate, il santo protettore degli animali domestici

Oltre alle capacità taumaturgiche contro l'Herpes Zooster, Sant’Antonio è ricordato come santo protettore degli animali domestici. Ogni anno, in occasione della sua festa, il 17 gennaio, è tradizione in molti paesi d'Italia portare a benedire gli animali domestici e gli animali delle stalle. Questa tradizione nacque in epoca medievale e deriva dagli allevamenti di maiali dei monaci Antoniani, i seguaci di Sant’Antonio, destinati a creare preparati medicamentosi e a sfamare i bisognosi. Sant’Antonio divenne così patrono dei maiali prima, e degli animali della stalla e domestici poi.

Perchè il Santo è spesso rappresentato con lingue di fuoco ai piedi?

Sant'Antonio Abate non di rado viene rappresentato nell'iconografia cristiana con un maialino ai piedi, oppure con lingue di fuoco. Il santo è infatti considerato il custode del fuoco perchè, secondo una leggenda, egli sarebbe sceso all'inferno per alleviare le sofferenze dei peccatori e liberarne le anime. Il fuoco rappresentato ai piedi del santo è inoltre associato all'Herpes Zooster, meglio noto come il "fuoco di Sant'Antonio", una malattia che causava dolorose piaghe sulla pelle ma che il santo d'Egitto era capace di curare.

La notte del 17 gennaio gli animali... parlano!

Secondo le credenze popolari, durante la notte del 17 gennaio gli animali domestici  acquisirebbero la facoltà di parola. Ma attenzione! Sentirli parlare non sarebbe di buon auspicio, dunque anticamente contadini ed allevatori solevano tenersi lontani dalle stalle e, in più,  farle benedire da un sacerdote.


giovedì 18 gennaio 2024

Torihamu ovvero prosciutto di pollo


Ho visto questa ricetta pubblicata sul facebook nel gruppo di "Quelli del Forum di Cucina Italiana", ricetta di Maria Elena Baroni, mi ha subito incuriosita; non perchè io sia amante dell'affettato di pollo, ma mia figlia lo adora, ne mangerebbe quintali. Ho voluto provare, in casa non avevo un petto di pollo, bensì una metà, ma ho voluto tentare ugualmente. Davvero squisito e nulla a cui invidiare a quelli pronti in salumeria. Bello, buono, si cucina da solo. Ottimo anche per una cena in piedi.
 
Torihamu Ovvero prosciutto di pollo

Ingredienti

1 petto di pollo sul mezzo chilo
2 cucchiai di miele (millefiori o acacia) o 3 cucchiai di zucchero di canna o normale
2 cucchiaini di sale pepe nero ed erbe aromatiche secche o fresche a vs piacimento (rosmarino, salvia, maggiorana, timo, dragoncello etc....)

Attrezzatura: 1 sacchetto di plastica per la marinatura e 1 sacchetto SPECIALE PER COTTURE (mi raccomando cercate i sacchetti appositi, io ho preso quelli della Cuki che resistono fino a 220°)

Pulite bene la carne togliendo tutti i nervetti, gli ossicini e le parti grasse.. Nel sacchetto x la marinatura (quelli comuni che si usano nel congelatore) mettere il miele e il sale, passarlo tra le mani in modo da amalgamare bene i due ingredienti.
Dividere il petto in 2 (sarà inevitabile per pulirlo bene e sopratutto per togliere l'ossicino centrale) e metterlo nel sacchetto col miele. Massaggiare bene per distribuire il condimento su tutta la carne.
Aggiungere il pepe e le erbe aromatiche tritate finemente e ripetere il "massaggio" per rivestire
bene la carne. Ora chiudere bene il sacchetto cercando di far uscire più aria possibile e riporre in frigo a marinare per 48 ore circa (ora più ora meno, non superare le 72 ore!!!)
Trascorsi i due giorni togliere il pollo dal sacchetto, lavarlo sotto l'acqua corrente per togliere
il grosso del miele e delle erbe e poi metterlo a bagno per 1 ora in una bacinella di acqua per
dissalarlo. Mettere a bollire una pentola di acqua, appena bolle regolare il fuoco al minimo in modo che l'acqua sia appena appena in leggero bollore.. Asciugare il pollo accostare le due parti, cospargere con altre erbe aromatiche e pepe a vs piacere e arrotolarlo ben stretto. Legarlo come se fosse un arrosto e metterlo nel sacchetto speciale per la cottura. Chiudere il più possibile ermeticamente il sacchetto e metterlo nell'acqua in leggerissima ebollizione per 5 minuti. Trascorso questo tempo spegnere il fuoco, coprire la pentola e lasciare il pollo nell'acqua fino al quasi totale raffreddamento della stessa. 
Togliere dal sacchetto, far raffreddare, tagliare a fette sottili (come fosse un affettato) e gustare. Ha il vantaggio di essere conservabile in frigo fino ad una settimana (se non viene spazzolato in due ore!) ed è ottimo per farcire tramezzini, da mettere a cubetti nell'insalata o semplicemente da mangiare con un' insalatina. Se volete fare le splendide e magari preparare questo piatto per degli ospiti potete fare delle decorazioni di gelatina come ho fatto io.
Quando togliete il sacchetto dalla pentola noterete che dentro il sacchetto si sarà formato del liquido (da notare che più lascerete il sacchetto nell'acqua più liquido si formerà ma ciò va a scapito della morbidezza della carne), raccoglietelo in un contenitore e unitelo (caldo ma non bollente) a della gelatina in fogli ammollata in acqua fredda x 10 minuti e strizzata (1 foglio di gelatina ogni 150 ml di liquido). Far sciogliere la gelatina nel liquido e poi colarlo negli stampini del ghiaccio (se ne avete di forma carina) oppure in un contenitore rettangolare in modo che si formi uno strato spesso un dito e poi una volta rassodata tagliare con le formine dei biscotti e usare le gelatine x decorare il piatto di servizio. Sembra laborioso ma non lo è affatto, si tratta solo di partire con un certo anticipo, tanto si mangia freddo!!!!


domenica 14 gennaio 2024

Sorpresa: galaverna!


Questa mattina al risveglio una splendida sorpresa! la galaverna! -6 gradi e tutto stupendamente bianco con quel alone di magia che attribuisce la nebbia. A me piace tantissimo, sembra di vivere in un ambiente da favola. Qui non è tanto raro che si verifichi, anche se a me piacerebbe succedesse di più, negli ultimi anni, con il rialzo delle temperature che si è verificato, è sempre meno frequente. Per chi non conoscesse questo fenomeno, riporto alcune nozioni, ma...fidatevi! è bellissima! 
Questo fenomeno, in gergo anche chiamato “galaverna”, si presenta soprattutto durante i mesi freddi, generalmente da Novembre a Marzo. La galaverna è costituita da aghi o più spesso da scaglie ghiacciati e si verifica in presenza di nebbia ma soprattutto quando le temperature assumono valori negativi. Nebbia, temperature basse e vento debole o assente causano il passaggio delle goccioline d’acqua da vapore acqueo a ghiaccio in sospensione nell’atmosfera e quindi danno origine alla galaverna, che si riproduce su elementi solidi, trattasi molto spesso di alberi o qualsiasi tipo di arbusto. 
Qualche foto che ho scattato intorno a me









 

lunedì 1 gennaio 2024

Buon Anno!


Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno
G. Rodari

BUON ANNO a tutti di cuore!
Quale modo migliore di iniziare questo nuovo anno, viziandosi con un ottimo croccante? questo che ho fatto è di Benedetta Rossi, molto veloce e facile, altrettanto buono. Auguri ancora che sia un anno di pace e di salute per tutti!

Croccante di mandorle

Ingredienti

200 gr mandorle
100 gr zucchero

Per prima cosa tostiamo le mandorle mettendole in forno per 5 minuti a 150 °C. Poi versiamo lo zucchero in un pentolino a doppio fondo e mescoliamo a fuoco lento. Quando lo zucchero si sarà sciolto e caramellato completamente, spegniamo il fuoco e versiamo le  mandorle tostate belle calde.
Mescoliamo bene così da amalgamare completamente lo zucchero caramellato con le mandorle.
In alternativa possiamo sostituire le mandorle con altra frutta secca,  come i pistacchi o le nocciole.
Ungiamo leggermente un foglio di carta forno e poi versiamoci sopra le mandorle caramellate.
Per dare forma al nostro croccante, usiamo un mezzo limone, appiattendo il composto sul foglio di carta forno lasciando al contempo le mandorle compatte e vicine. Lasciamolo raffreddare e poi affettiamo il nostro croccante di mandorle ricavandone dei pezzi belli grandi.