mercoledì 23 gennaio 2013

Antichi mestieri: falegname

La bottega del falegname era situata all'interno delle grandi tenute agricole o nei borghi rurali, non lontana da quella del fabbro, in quanto per certi lavori le due attività erano complementari. Il falegname di campagna si avvaleva spesso dell'aiuto di un ragazzo di bottega  (fattorino, garzone) il quale aveva, oltre al compito di pulire, riordinare, piccoli trasporti, commissioni varie, la responsabilità del buon funzionamento della stufa e del controllo del livello dell'acqua del pentolino della colla animale (garavèla), impiegata nelle operazioni di assemblaggio.
Egli realizzava per lo più mobili robusti (madie, credenze, farinai, tavole da pranzo, cassepanche, comodini..), attrezzature per il lavoro contadino (rastrelli, scale, navazze, battitoi per il grano..), infissi o eseguiva riparazioni richieste dalla clientela.
I legni maggiormente utilizzati erano quelli di provenienza locale, come l'olmo, il pioppo, il gelso, il platano, il ciliego, il pero. Si approviggionava di volta in volta il materiale e solo raramente acquistava il legname "in piedi".
La sua attrezzatura era composta da strumenti per segare, piallare, ridurre,misurare e tracciare, forare e rifinire.
Aggiungo io, ricordando il mio nonno Dino, che faceva il falegname mobiliere, la matita rossa e blu sull'orecchio che gli serviva per le misure. Non mancava mai
Usava anche strettoi (morsetti) di legno o metalli, impiegati per il fissaggio per il tempo di presa della colla, o per prove a secco durante le fasi di  lavorazione



Per poter lavorare ogni pezzo era però necessario il banco da falegname



stabile e pesante costruito in legno massiccio di quercia o di olmo. Componenti essenziali erano le due morse, una verticale e una orizzontale, scorrevoli lungo il banco, le feritoie dove fissare cani e granchi per fissare i pezzi da piallare e due fattorini, uno fisso e uno mobile,  per sostenere pezzi di grande dimensione.L'attrezzatura doveva essere mantenuta in perfetto stato: gli strumenti da tagliano venivano affilati con una pietra abrasiva oliata, i denti delle seghe erano affilati con lime di sezione triangolare e quindi allicciati per mezzo di una chiavetta di ferro, la licciaiola.
Strumenti per segare:
sega a lama tesa (saiga), mantenuta nella giusta tensione e angolazione mediante una corda ritorta utilizzata per eseguire tagli lunghi
saracco -   per tagli corti e precisi
gattuccio (sgavlatt) - per eseguire fori ciechi e tagli sagomati

Strumenti per piallare e ridurre:
pialletto, pialla, piallone, speciale pialletto  con il ferro tagliente leggermente arcuato, sponderuola,  incorsatoio, pialletto dentato, raschietto.
una piallatrice







Strumenti per tracciare e misurare:

graffietto, squadra e falsa squadra, compasso e matita

Strumenti per forare:
succhielli, trivelle, menarole detti anche trapani a collo di cigno, punteruolo  a spigoli vivi

Strumenti per rifinire:
serie di scalpelli piani, mazzuoli di legno, martelli e serie di pedani






alcuni oggetti 

il prete da riscaldare il letto insieme alla suora



la grama
il secchiello per la pece o per la colla. La pece veniva usata per rendere impermeabili i pezzi di legno

3 commenti:

  1. HO LETTO TUTTI I POST DEI VECCHI MESTIERI CHE HAI POSTATO, VERAMENTE INTERESSANTI.

    Guarda che non volevo gridare, ma ormai ero alla fine della frase e mi scocciava cancellare tutto.

    Buona serata
    Mandi

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  2. urla urla pure, tanto nessuno dorme e dalla montagna mi arriva pure l'eco, visto che la neve no:( Ciaooo

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  3. molto bello e interessante peccato che questo nostro mestiere pian piano sta scomparendo grazie alle fabbriche

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