giovedì 13 ottobre 2011

Granarolo in Festa 2011: bimbi in sfoglia!



In questi giorni sono stata molto impegnata e non sono riuscita ad aggiornare il blog . Ci tengo a raccontare la festa tenutasi il fine settimana scorso . A Granarolo, la seconda domenica di ottobre è la festa della Madonna e in questa occasione si è sempre tenuta la sfilata con l'Immagine per la via centrale del paese. Poi, nel 1987, si è deciso di festeggiare anche in modo non prettamente religioso, con negozi addobbati, celebrazioni varie, banchetti per le strade del paese. Diciamo che ultimamente la festa ha assunto quasi totalmente un aspetto solo commerciale, mentre fino a qualche anno fa, ci si poteva trovare animali quali mucche, conigli, galline, che facevano felici i bambini soprattutto quelli che arrivavano dalla limitrofa Bologna., ora sostituiti con giostre e attrazioni varie tutte a pagamento:(. Quest'anno la novità è stata il ristorante dedicato al 150esimo anniversario dell'Unità Nazionale. La festa è iniziata il venerdì con una serata dedicata alla Spagna, poi è proseguita sabato nel pomeriggio con una caccia al tesoro, completamente grautita, organizzata dalla Banca del Tempo La Clessidra. A mio parere  una bellissima iniziativa, non apprezzata come dovrebbe, che offre ai giovani una opportunità per stare insieme, camminare e conoscere il territorio e, perchè no, sviluppare anche un pò di intelletto. La mia peste l'ha fatta ed è stata felicissima, si è divertita tantissimo e si augura che potrà ripetersi anche il prossimo anno.
Un momento della caccia al tesoro



Poi in serata la festa è proseguita con banchetti e manifestazioni di orchestre e cantanti lungo la via San Donato


una nuova giostra, simpatica anche se un poco costosetta



e la serata è terminata con i fuochi artificiali e i giochi di luce.
Per quanto riguarda la domenica, non so dire molto sulle celebrazioni, perchè ci siamo dedicati al nostro laboratorio di sfoglia per bambini , ovviamente anche ai tortellini che sono d'obbligo in questa domenica:-), e devo dire che ha riscosso un grande successo (certo per le nostre attrezzature). Sono venuti diversi bambini, alcuni anche da Bologna e vedere il loro viso soddisfatto, dopo aver tanto lavorato, nel gustare quanto da loro prodotto ci ha ripagato di tutte le fatiche.
Ringrazio le mie zie per essere venuta ad aiutarmi, zia Anna , la zia di mio marito , la mia peste che anche lei ha insegnato ai piccoli e per ultima,ma non ultima mia cognata che mi ha assistito durante tutta la preparazione della giornata.
Questo è il grembiule che avevamo affisso all'entrata disegnato da Loretta, bravissima!! e scritto da mia cognata. La foto non rende quanto carino era!



la tavola pronta che attende i bambini



i primi bambini



la fontana di farini



la prima rottura di uovo:-)



l'impasto





la conoscenza del mattarello






le sfoglie tirate






gli "strichetti"







la pentola che bolle


e la degustazione di quanto preparato






e dopo il primo turno, al via il secondo! cinque bravissimi maschietti che si sono divertiti al punto che uno ha detto che non vedeva l'ora di tornare a casa per scrivere tutto quello che aveva fatto sul diario in modo che la maestra il giorno dopo potesse leggerlo! non voleva dimenticare niente!:)






E' stata proprio una bella esperienza!

mercoledì 5 ottobre 2011

Alzata di croccante

Per i prossimi giorni sarò impegnata con l'allestimento del laboratorio che faremo domenica 9 ottobre, durante la festa di Granarolo, quindi non avrò molto tempo per affacciarmi e scrivere. Ho deciso di riempire il mio vuoto con la splendida alzata di croccante che Zia Franca fece in occasione della festa di tre anni fa, credo. E' splendida, mi commuove ogni volta che la guardo.
L'alzata di croccante era la torta nuziale che accompagnava i matrimoni a Granarolo, fino al 1943 (anno in cui la zia Franca la vide servita per l'ultima volta); negli anni a seguire fu sostituita dal pan di spagna o ciambella farcita.
Questa torta, fatta con la pasta degli zuccherini nuziali, era composta da tre piani decrescenti; nel piano pi?alto veniva posizionato un nido dove, al momento del taglio, si poneva una colomba che spiccava il volo, il che era di buon augurio per gli sposi.
L'alzata era decorata con zucchero, mandorle, qualche confetto bianco e due o tre confetti colorati azzurri e rosa, auspicio del fatto che la giovane coppia potesse avere figli. La torta veniva fatta dalla cuoca, personaggio che si trasferiva a casa dello sposo o della sposa per una intera settimana, in modo da poter organizzare il pranzo nuziale, che si teneva rigorosamente a mezzo giorno a casa della sposa, alla sera a casa dello sposo. Questo perch?la sposa alla sera entrava nella nuova casa. Nel momento di lasciare la sua casa, la madre della sposa diceva alla figlia davanti agli invitati: "Guerda pulid cl'oss!! " che stava a significare che doveva imprimerselo nella mente e non tornare piu' indietro. In realta', la sposa tornava a casa il secondo giovedi' successivo alle nozze, in quanto la madre l'andava a prendere a casa dello sposo, poi alla domenica a pranzo, lo sposo e i suoi genitori andavano a casa della sposa per ,mangiare e riprenderla a casa. In caso lo sposo non si presentasse, significava che non la voleva più ma zia Franca giura che non si verificò mai questa situazione.
CURIOSITA'. - la dose di farina che si impastava per gli zuccherini nuziali era di 9 kg, che formava una unità di misura, il pàis (un pàis=9 kg di farina). Da questi 9 kg veniva anche la torta.
- gli
zuccherini si confezionaavano in sacchetti di carta bianca o trasparente a 3 punte, già corredati di cordoncino e nel sacchetto si inseriva anche un confetto.
- il
primo piatto dei matrimoni erano i tortellini, ma il piatto che faceva battere le mani ai commensali quando veniva presentato era il fegato di vitello accompagnato da crema fritta. Erano fettine sottili sottili e lunghe che venivano buttate in quattro dita di grasso e tirate immediatamente su per essere messe a scolare in uno scolapasta, sbattute e poi salate e servite calde.
- nonostante
la cuoca, tutto il vicinato contribuiva a realizzare il pranzo e a servire, come si diceva una volta si faceva tutto "a màn insamm" ovvero "a mani insieme"
Alzata di croccante

Ingredienti

1 kg farina

5 uova
180 gr burro
400 gr zucchero
dose per torte da un chilo
buccia di limone grattugiata


si fanno tre ciambelle rotonde di misura a scalare, e 6 rinforzi laterali per sostenere la torta a forma di trapezio, uguali tre alla volta.

Con l'aiuto di una misura, si cerca di posizionare i tre sostegni a uguale distanza, si traccia con un coltello una linea approssimativa

si verifica

poi si scava via un poco di ciambella sul contorno tracciato in modo da poter appoggiare i sostegni .

Si prepara un croccante composto da mandorle tritate e zucchero caramellato: mettere su fiamma lo zucchero ,
 meglio se in pentola antiaderente, su un fuoco non molto alto e si lascia
caramellare poi si uniscono le mandorle tritate e si stende sulla ciambella e sui sostegni

affinchè è tiepido si decorano le basi, con confetti o biscottini


in modo che aderiscano bene. Con molta attenzione e senza fretta, si inzia ad assemblare, facendosi aiutare se possibile, e attendendo che il croccante si indurisca prima di iniziare l'altro assemblaggio. Il collante è sempre croccante.


La torta si conserva per diversi giorni in luogo fresco.
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martedì 4 ottobre 2011

4 Ottobre - San Petronio, patrono di Bologna

Auguri a tutti i bolognesi! Oggi San Petronio, patrono di Bologna. Mi ricordo quando ero piccola, era festa grande. C'erano tutti gli uomini in Piazza Maggiore, in giacca e cravatta, con sotto al braccio il giornale che chiacceravano, negozi chiusi, ma era festa grande. Sono andata  a Bologna  due anni fa, aspettandomi la stessa scena, mi sono trovata in mezzo alla bolgia totale, persino la Piazzola c'era!:-(
Nulla da dire, i tempi sono cambiati, però oggi giorno risulta un giorno frenetico come tutti gli altri.
Forse quest'anno sarà l'ultima volta che lo festeggiamo rimanendo a casa dal lavoro, però i bolognesi lo festeggeranno ugualmente nelle loro case.
E' stato anche il giorno del battesimo di mio marito, infatti porta anche il suo nome come terzo nome. Qui in campagna, a Granarolo veniva celebrata la messa nella Chiesina del Fibbia, usanza che è rimasta anche oggi, ma spostata alla domenica pomeriggio.
Vi metto un poco di storia del Santo presa da http://www.ricettebolognagrasse.it/:
Petronio nacque nell’anno 370, da nobile famiglia romana,trascorse la giovinezza a Milano, dove il padre occupava una importante carica.         Ancora giovane, per la sua grande sapienza, gli vennero affidati dall’imperatore Onorio difficili incarichi in Spagna e in Francia. Ebbe onori, ricchezze e fama, ma ben presto Petronio preferì dedicarsi agli studi religiosi. Vestì l’abito sacerdotale, fece lunghi viaggi in Oriente, visitando i lunghi del martirio di Gesù, poi tornò in Italia.   Nell’anno 432, era morto a Bologna il vescovo Felice e un gruppo di nobili bolognesi chiese a papa Celestino I un degno successore. Si dice che il pontefice ebbe in sogno l’ordine da San Pietro di nominare Petronio vescovo di Bologna. E così fece.       
Petronio venne accolto con grandi fase da Bolognesi. Egli, al vedere la città semidistrutta dai Barbari, si mise all’opera per riedificarla. Fece costruire numerose chiese, nuove case, scuole e ospedali. Ai confini della sua piccola Bologna, egli pose quattro Croci, invocando sulla città ricostruita la protezione del Signore.        Dopo quasi vent’anni di opere sante, il Vescovo Petronio morì il 4 ottobre dell’anno 450. Fu sepolto in Santo Stefano, nella tomba ch’egli stesso si era fatto costruire a somiglianza di quella di Gesù.

sabato 1 ottobre 2011

Una borsetta

per la mia signorina! ieri è stata una giornata importante e se l'è proprio meritata! Magari non ci andrà a spasso, ma è dolce e buona, magari non proprio come lei:, però...:-) le vogliamo tanto bene così come è!
Era venuta perfetta, sembrava vera, volevo fotografarla, ma ho peccato di presunzione, infatti....mi è caduta!!
così ho dovuto recuperare come ho potuto! Putroppo fondente in casa non ne avevo più, la stavo preparando di nascosto e tra preparare il riso soffiato, il mmw fondente e ricoprirla ho avuto a disposizione due ore, ovvero ieri mattina finchè era a letto ho preparato il riso e il mmf,  poi in 20 minuti ho dovuto decorarla.
Però lei è stata contenta ugualmente, gli invitati me l'hanno fulminata, quindi...direi che il risultato è stato ottimo!

giovedì 29 settembre 2011

Zuccata

Quando feci la cassata di Mariella la ricetta prevedeva la zuccata...io non sapevo cosa fosse e Mariella mi inviò il link di ricettedisicilia.net dove riportava la ricetta sia veloce che quella tradizionale. Io ho voluto provare a farla. Mi è venuta un po' tenera, probabilmente la zucca che viene utilizzata in Sicilia è diversa da quella che ho usato io, però è di un buono!! peccato ingrassi a guardarla, ma sono convintissima che la cassata con questa  sopra sia strepitosa.
Ho provato a fare anche il metodo tradizionale, ben più lungo, però mi si è marcita la zucca (evidentemente, come ho detto prima, non era quella più indicata).
Vi posto il metodo veloce e se avete una zucca a portata di mano e voglia di fare una cassata...

Zuccata

Ingredienti

1 kg di zucca gialla (o la buccia del cocomero)
1 kg zucchero
cannella

Tagliare la zucca con tutta la buccia, in pezzi della lunghezza di circa otto centimetri




poi dividerli in quattro parti

e togliere i semi

immergerli in acqua salata per un'ora
sciacquarli in abbondante acqua in modo da rimuovere tutto il sale e metterli a colare finchè saranno asciutti

Eliminare la buccia e disporre i pezzi, in un tegame, in acqua bollente a fuoco dolce
in modo che ammorbidisca ma rimanga soda. Colare bene

e rimettere nel tegame, a fuoco basso, aggiungendo lo zucchero e una generosa spolverata di cannella


Cuocere fin quando lo zucchero sia stato assorbito, I pezzi dovranno risultare coperti di un bello strato di zucchero cristallizzato e glassato.
mettere a raffreddare

martedì 27 settembre 2011

Mostarda

e con questo finito il mosto! che fatica! è bello, sono soddisfatta ma si fa una fatica! sembra non debba mai finire.
La mostarda bolognese è diversa da quella mantovana, è una marmellata dolce, una vera e propria ricetta non c'è, l'unico ingrediente obblligatorio è la cotogna, senza questa non si fa. Poi si aggiungono mele e pere e volendo, se si ha qualche altro frutto tipo prugne. Era una marmellata che veniva fatta nelle case contadine, per utilizzarla nei dolci, come crostate, raviole, pinza e come tutte le ricette contadine, le famiglie più possidenti mettevano più frutta o tipi diversi,altrimenti si usava quella di scarto del frutteto (sempre frutta di scarto, mai quella buona).
Mi dispiace non averla finita ieri, srebbe stato il compleanno di mia suocera, così gliela dedicavo, ma lo farò oggi con un giorno di ritardo: non sapete quanto l'ho stressata con questa mostarda (premetto è la mia marmellata preferita, non troppo dolce ed ha un aroma unico), finchè un bel giorno di un bell'anno, non ricordo nemmeno quando, ma sicuramente ormai vent'anni fa, mi disse: "facciamo uan prova? le dosi non le conosco ma il procedimento e gli ingredienti si" Mi ricordo che metteva su questi pentoloni
sul  fornello che funzionava con la bombola, li metteva generalmente a sera (il giorno era nei campi) e li faceva andare tutta notte, nel camerone ...tanto mio suocero andava in mercato si alzava all'una, lei al mattino all'alba era già sveglia...e così si partiva con la mostarda. Il primo anno era brusca, il secondo dolce...insomma non era mai perfetta ma era sempre squisista!
Mi diceva anche che durante l'inverno si sarebbero dovute tenere le bucce delle arance e dei limoni messe ad essicare vicino al camino, però ormai non si usa più, quindi l'abbiamo sempre fatta con le buce di limone fresco, tranne quest'anno che le ho essicate sul termo poi le ho congelate, come fa zia Franca, così ho avuto anche l'arancia. Il dilemma era se metterle o no, mia cognata diceva che era più cattiva con le bucce, invece per me gli conferisce un aroma unico (anche perchè non se ne mettono tante, bastano due arance e due limoni per la quantità industriale che faccio:-)).
Bene, quindi anche quest'anno sono arrivata a farla, mi riprometto di farne sempre meno, ma poi alla fine risulta sempre tanta...ma non va sprecata mai, anche perchè si conserva quattro o cinque anni dentro ai vasi con chiusura ermetica senza problemi.
La ricetta, ovviamente è a spanne. Più frutta ci si mette, più la marmellata viene densa e saporita.

Mostarda bolognese

Ingredienti

mele cotogne
(il 60% circa, se non si trovano come quest'anno pere cotogne)
pere e mele normali
buccia di un arancio e di un limone 
 qualche prugna (facoltativa)
 pesca (facoltativa)

Tagliare a pezzi la frutta e lasciarla macerare con un po' di mosto per una notte


Fare bollire sempre pianissimo. Inizierà a tentare di attaccarsi senza essere ancora densa, passarla in una teglia da forno e mettere in forno a 120-130 gradi finchè non diventa densa

 (anche un giorno, dipende dalla quantità di frutta messa e da quanto si è fatto calare il mosto).  Invasare e sterilizzare.


lunedì 26 settembre 2011

Ciambelline al mosto

Questa è una ricetta di Gisella Mancini che pubblicà su Il cortile delle matte. Mi incuriosiva, l'ho voluta provare e ci è piaciuta molto. Certo il sapore è particolare, sicuramente non assomiglia ai dolci che siamo abituati mangiare oggi, però ti lascia un'aroma in bocca squisito. Si conservano per giorni, in un sacchetto o ocperte, oppure facendo delle fettine mono porzione in freezer.

Ciambelline al mosto

Ingredienti

500 g di farina di forza
mezzo bicchiere di olio di oliva
1/4 di litro di mosto di uva (o poco più) fresco
5 cucchiai rasi di zucchero
una manciata di semin di anice
 (o uvetta ammollata in acqua calda e strizzata)
1 cubetto di lievito di birra
(o una bustina di mastrofornaio)

Sciogliere il Ldb in poco mosto tiepido, se si usa il lievito fresco; quindi imapstare tutto fino ad avere un composto morbido. Impastare molto bene, se non si ha l'impastatrice. Formare due ciambelle, o anche un'unica ciambella, da mettere nello stampo oliato e ben infarinato, quindi far lievitare fino al raddoppio. Spennellare con latte e cuocere per 30 minuti in forno caldo a 180°, quindi alzare a 200° per circa 10 minuti.

domenica 25 settembre 2011

Mosto: sughi d'uva

I sughi sono un dolce della consistenza di un budino, sono squisiti, almeno per me. Migliori se vengono un pochino teneri che duri, e migliori ancora quando dopo qualche giorno in frigorifero, fanno i fioretti (i fiuret), ovvero dei puntini bianchi che si formano in superficie.
La preparazione è un po' lunghina, però merita. La ricetta che uso io è quella che mi ha passato la signora Franca, la mamma della mia amica Tiziana, è una garanzia!

Sughi d'uva


1 l mosto
100 gr di farina
50 gr zucchero

Si stempera lo zucchero con la farina e si aggiunge un poco di mosto in modo che non si formino grumi (è molto importante) ottenendo una salsina semiliquida


si unisce al resto del mosto



e si bolle almeno 20 minuti sempre mescolando.



Il tempo occorre tutto. Dopo di chè si versano i sughi in un piatto fondo o  in una tazzina e si fanno raffreddare.

Posto anche la riceta della zia Franca, la zia di mia marito.

1 bicchiere di mosto
1 cucchiaio di farina

procedimento identico

sabato 24 settembre 2011

Mosto parte due: saba


La saba ha una consistenza di uno sciroppo; il mosto va lasciato bollire piano piano finchè non si ritira almeno della metà. Veniva utilizzata in passato come curativo o lenitivo della tosse, Presa un cucchiaio alla sera prima di andare a letto, serviva per sedare la tosse e dicono anche per curarla. Con la saba ci si può conidre anche la polenta nelle sere fredde d'inverno, è squisita, oppure fare i sabadoni, il dolce tipico del giorno di S.Antonio, il 17 gennaio (festa grande nelle campagne!). Si conserva in bottiglie, io oggi le sterilizzo, una volta non si faceva. Si conserva comunque a lungo anche anni.





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