venerdì 14 febbraio 2014

Cuori di San Valentino

Non guardate alla precisione, ho deciso all'ultimo momento, giusto per fare qualcosa che richiamasse la festa di oggi, anche se io odio le feste comandate e  li ho fatti ieri sera intanto che attendevo mia figlia da pallavolo, non avevo molto tempo, però sono buoni. Ho trovato la ricetta su più dolci, devo dire che hanno una grande fantasia se pensano di formarli con la siringa, infatti l'impasto risulta duro tanto da rompermi tre sac a poche. Ho pensato quindi di ovviare facendo delle striscioline e formandoli a mano. Hanno riscosso tanto successo che per questa sera ne sono rimasti davvero pochi :-).

Cuori di San Valentino

Ingredienti

200 g di farina
2 tuorli
140 g di burro morbido
110 g di zucchero a velo
1 cucchiaio di miele (7 g)
20 g di cacao
1 pizzico di sale
scorza grattugiata di ½ arancia
farcia:
200 g di cioccolato bianco fuso

Impastare tutti gli ingredienti. Prendere dei piccoli pezzetti di pasta e fare i cuoricini mettendoli sulla placca del forno lasciandoli vuoti nel centro. Una volta cotti sciogliere il cioccolato bianco e riempire i cuori su carta da forno. Far raffreddare  e indurire e servire.

venerdì 7 febbraio 2014

Torta magica

Questa torta magica impazza nel web, quindi ho voluto provarla pure io. La foto non mostra bene il risultato, è venuta leggermente più bassa perchè ho rovesciato un poco di torta intanto che versavo nello stampo, ma l'effetto è venuto ugualmente. E' sicuramente diversa dalle solite, a me non ha fatto impazzire, mi è sembrata un poco scialba senza un particolare sapore, che però si può ovviare aggiungendo qualche aroma la prossima volta. In casa è piaciuta molto. La rifarò.
Con un procedimento piuttosto veloce,si riesce a preparare una torta che durante la cottura formerà tre strati che avranno consistenze diverse, ma lo stesso gusto, in questo caso alla vaniglia!
Il primo strato, la base, ha una consistenza più solida, molto simile a quella del flan e un colore più intenso. Lo strato centrale è morbido e leggermente gelatinoso come un budino, mentre la copertura finale è simile a un soffice pan di spagna.
Il segreto per la riuscita ottimale di questo dolce, però, è la precisione! Dovete, infatti, aggiungere gli ingredienti in ordine, rispettando le indicazione della ricetta, altrimenti gli strati non si formeranno correttamente. Quindi partite dalle uova a temperatura ambiente, aggiungete il latte caldo, sciogliete il burro, ma unitelo una volta raffreddato e così via. La ricetta l'ho presa da Giallo Zafferano.

Torta magica


 Ingredienti 
(per una pirofila quadrata da 20 cm)

 115 gr Farina tipo 00
4 uova temperatura ambiente 
acqua fredda 1 cucchiaio
150 gr zucchero semolato 
 125 gr Burro fuso 
burro freddo q.b. per spennellare la teglia
Vaniglia
estratto 1 cucchiaio
500 ml Latte fresco intero caldo 
Sale 1 pizzico
Limoni
1 cucchiaino di succo o di aceto di vino bianco
Zucchero a velo q.b.

Per preparare la torta magica, iniziate facendo fondere il burro in un pentolino. Fate attenzione a non farlo scurire e una volta fuso, versatelo in una ciotola e lasciatelo raffreddare a temperatura ambiente. Dividete poi gli albumi dai tuorli  e versate i tuorli a temperatura ambiente in una ciotola, in cui aggiungerete lo zucchero .
Montate i tuorli con lo zucchero per almeno 10 minuti, finchè il composto non diverrà chiaro e spumoso. Sempre sbattendo, unite ai tuorli con lo zucchero anche un cucchiaio di acqua e un cucchiaio di estratto di vaniglia.
Aggiungete un pizzico di sale e il burro fuso che avete fatto raffreddare, quindi continuate a sbattere per qualche minuto. Setacciate la farina all’interno del composto e amalgamatela; nel frattempo mettete a scaldare il latte in un pentolino.
Quando il latte si sarà leggermente intiepidito, unitelo al composto e lasciate incorporare per circa 1 minuto. È fondamentale che il composto non presenti grumi, se così fosse, potete setacciare il composto con un colino a maglie strette aiutandovi con il dorso di un cucchiaio per eliminare i grumi. A questo punto prendete la ciotola dove avete conservato gli albumi a temperatura ambiente e montateli a neve non troppo ferma, unendo il succo di limone o di aceto di vino bianco quando gli albumi saranno diventati chiari, in modo da stabilizzare il composto.
Incorporate gli albumi montati a neve al resto del composto delicatamente, in modo da non smontarli e amalgamate fino ad ottenere un impasto piuttosto liquido. Imburrate una teglia quadrata di 20x20 cm e foderate sia il fondo che i bordi con la carta forno. Le dimensioni della teglia sono importanti per ottenere lo spessore corretto della torta.
Quindi versate il composto nella teglia imburrata e foderata  e infornate in forno statico preriscaldato a 150° per circa 80 minuti, finchè la superficie della torta magica non risulterà ben dorata; se usate un forno ventilato, cuocete a 130° per 70 minuti. Una volta cotta, estraetela torta dal forno e lasciatela raffreddare completamente a temperatura ambiente, dopodichè ricopritela con una velo di pellicola e lasciatela compattare in frigo per almeno 2 ore.
Quando la torta si sarà compattata, sformatela dalla teglia, eliminando la carta forno e tagliatela a cubotti. Per facilitare il taglio, usate un coltello a lama liscia e lunga bagnata con dell’acqua oppure usate un filo di nylon. Sistemate i cubotti su un piatto da portata, spolverizzateli con lo zucchero a velo e la vostra torta magica sarà pronta per essere servita e gustata!


giovedì 6 febbraio 2014

Ciambella soffice alle mele



Questa ciambella l'ho vista sul blog di Rosetta, Il Fogolar e mi ha subito ispirata. Ieri l'ho voluta fare, è buona molto. In realtà ormai in csa mia non ce ne è più. L'unico problema che riscontrato è stato quello che, quando l'ho capovolta, appena sfornata, alcune mele mi sono rimaste attaccate alla pirofila. Ovvierò a questo inconveniente facendo come per la torta all'ananas, ovvero caramellando lo zucchero prima di mettere la frutta. Ho aggiunto anche una mela al ripieno e forse la prossima volta raddoppierò la dose di questo. Comunque davvero ottima.

Ciambella soffice alle mele

Ingredienti

per il ripieno :

4 mele
40 
gr 
uvetta
Maraschino 
zucchero semolato, grezzo, a velo 
burro

pasta:
500 gr farina 
250 gr latte
125 gr burro
80 gr zucchero
20 gr lievito di birra
10 gr sale
5 tuorli
una bustina vanillina
scorza di limone grattugiata

Sciogliete il lievito nel latte, tiepido, unitelo agli altri ingredienti e lavorate il tutto ottenendo un impasto omogeneo, che lascerete lievitare finché non sarà raddoppiato di volume.
Saltate in padella con un cucchiaio di zucchero e una noce di burro 2 mele, pelate e ridotte a dadi, quindi tritatele.
Stendete la pasta, distribuitevi sopra le mele tritate e l'uvetta, ammollata nel Maraschino. 

Arrotolate la pasta.

Imburrate uno stampo a ciambella (ø cm 25), cospargetene il fondo di zucchero grezzo e distribuitevi le mele rimanenti, pelate e ridotte in grossi spicchi.

Accomadetevi sopra il rotolo 

e lasciatelo lievitare finché non avrà riempito lo stampo. Cuocetelo quindi in forno a 180 °C per 50' circa.

mercoledì 5 febbraio 2014

Risotto delizioso

In questi giorni di pioggia incessante questo risotto ci voleva proprio per rimettermi di buon umore.
E' semplicissimo, fatto con radicchi di campo bolognesi e un formaggio caprino che hanno regalato a mio marito di una bontà eccezionale. Non so il nome, vedo solo il marchio dietro, vedo che è tutto meravigliosamente decorato nella crosta ma non ci hanno detto come si chiama...ma lo scopriremo :-).
Questo il formaggio

Risotto delizioso

Ingredienti

200 gr riso
5 radicchi bolognesi rossi
1 cipolla dorata piccola
brodo di carne
sale
formaggio pecorino
burro

Affettare sottilmente la cipolla, lavare i radicchi e tagliarli a listarelle quindi soffriggere il tutto in poco burro con un pizzico di sale. Aggiungere il riso e fare tostare leggermente. Aggiungere a mestoli il brodo poco per volta, farlo evaporare e riaggiungere l'altro. Prendere il pecorino e tagliare una fetta abbastanza spessa quindi ricavare dei dadini. Appena il riso è cotto, spegnere, aggiungere i dadini e servire. 

lunedì 3 febbraio 2014

Crema di limoncello



Questo liquore me l'ha portato Livi, la mia amica storica...devo dire che è proprio bravina, anche se penso mi foglia far diventare una ubriacona, visto che mi porta sempre dei liquorini che mi piacciono da morire .-). Questo è proprio proprio buono poi non si sente nemmeno tanto perchè va bevuto freddo...almeno fin dopo 5 minuti :-)).

Crema di limoncello

Ingredienti

5 limoni 
 1/2 l d'alcool 95o 
4 litri di latte intero 
 1 kg di zucchero 
 2 buste di vanillina

Procedimento: sbucciare i limoni non trattati con il pelapatate metterli in fusione per 8 giorni con l'alcool in un vaso chiuso. Trascorso il tempo fate bollire il latte con lo zucchero fare raffreddare unire la vanillina unire l'alcool con le bucce fare riposare per un ora. Poi filtrate tante volte con dei telini sterili conservate in cantina servirlo freddo.

martedì 28 gennaio 2014

Città di Castello


Durante le vacanze natalizie ho accompagnato mia figlia ad un torneo a Città di Castello (Pg). Una città molto carina, piccolina ma graziosa. Riporto un poco di storia.
Sin dai tempi remoti, luogo fertile e ideale per insediamenti stabili e coltivazioni, l’Alta Valle del Tevere, di cui Città di Castello è il capoluogo, ha legato le sue fortune al suo fiume.
La presenza dell’uomo è nota sin dal paleolitico medio inferiore: il ritrovamento di palafitte e fondi di capanne sotto l’attuale chiesa di San Francesco ha condotto all’ipotesi di un primitivo insediamento palafitticolo nella zona, da cui prese forma la città.
Dal neolitico in avanti l’insediamento nel territorio si fa sempre più sistematico e organizzato, forse più che sulla pianura, sui colli circostanti e lungo le vallate interne formate dagli affluenti del Tevere.
Tra la fine dell’età del bronzo e gl’inizi di quella del ferro avvengono profondi cambiamenti e nella vallata si stanziano gli Etruschi a destra del Tevere e gli Umbri alla sinistra, anche se il fiume rappresenta, oltre che confine, anche punto d’incontro specie in funzione di difesa contro Roma.
E' l'antica Tiferno, centro umbro dell'Alta Valle del Tevere che, dopo la conquista romana alla fine del I° secolo a. C. divenne con il nome Tifernum Tiberinum un fiorente e ricco municipio, abbellito con edifici pubblici e templi dal potente patrono Plinio il giovane. I goti di Totila la distrussero ma il vescovo Florido la ricostruì e la fortificò. Durante il dominio longobardo la città assunse il nome di Castrum Felicitatis, mentre nel periodo dei Comuni divenne Civitatis Castelli, da cui deriva l'attuale Città di Castello. Fu libero comune di parte Guelfa, molto potente, che estese il suo dominio sui territori confinanti fino al di là dell'Appennino.
I due splendidi palazzi dei Priori e del Podestà, costruiti dall'architetto Angelo da Orvieto, sono la testimonianza di questo periodo. Verso la fine del '400 diverse famiglia si contesero il predominio, ma su tutte prevalse quella dei Vitelli. Ed è proprio nel Rinascimento che la città conobbe il massimo splendore quando pittori, artisti, architetti di gran nome furono chiamati ad abbellirla, primo tra tutti Raffaello che ancor giovanissimo dipinse fra il 1499 e il 1504 opere famosissime delle quali solo una è rimasta nella città.
Oltre questo grande patrimonio artistico Città di Castello conserva e custodisce entro le mura, fra palazzi e torri, l'anima di un artigiano che testimonia della creatività e della laboriosità della sua gente: abili tessitrici, ceramisti, stampatori, falegnami tramandando saperi e tradizioni che rimangono vivi nel tempo dando alla città una dimensione umana.
CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE


La chiesa di Santa Maria Maggiore è stata edificata tra la fine del ‘400 e l’inizio del ’500 sul luogo ove sorgeva una piccola chiesa duecentesca. Elegante struttura di stile tardo-gotico con motivi rinascimentali, la chiesa è testimonianza dell’architettura dell’era dei Vitelli. Fu voluta da Niccolò Vitelli per celebrare la vittoria sui papalini Giustini. Interno a tre navate sostenute nelle volte a costoloni a sesto acuto.



CORSO VITTORIO EMANUELE
È il principale corso della città, ritrovo consueto del passeggio serale, connotato da antichi palazzi, quasi tutti con belle facciate: tra le tante insigni architetture da citare almeno Palazzo Facchinetti, con balcone di ferro battuto sopra portale barocco, il cinquecentesco Palazzo Lignani Marchesani, Palazzo Tommassini Mattiucci, aderente agl’ ideali estetici settecenteschi anche nella corte interna, il rinascimentale cortile Scarafoni.



TORRE CIVICA
Di suggestivo aspetto prismatico (sec. XIII), la Torre civica conserva murati alcuni stemmi di pietra e la traccia dell’affresco che i Priori commissionarono a Luca Signorelli nel 1474. Simbolo del potere comunale (fu anche adibita a carcere) la Torre è nota come “Torre del Vescovo”, (più volte riedificato sino all’attuale forma settecentesca).










CAMPANILE CILINDRICO
Di struttura rarissima (soli altri riscontri noti quelli ravennati), collocato staccato dalla Cattedrale, romanico nella parte inferiore(piccoli conci in pietra), gotico nella parte superiore con doppio ordine di grandi aperture sino al coronamento conico che ne sottolinea la straordinaria peculiarità.


PIAZZA MATTEOTTI

Piazza Matteotti è il “centro del centro” della città. Vi si affacciano emergenze architettoniche degne di nota quali Palazzo del Podestà, Palazzo Bondi-Mancini (un tempo sede di una straordinaria galleria privata ricca di opere del Signorelli oggi a Filadelfia e a Londra), Palazzo Vitelli-Bufalini (signorile e severo, un tempo ricco di una collezione pregiatissima con Poussin, Rubens, Van Dick), Palazzo Cappelletti (tardo rinascimentale), Palazzo Bufalini (facciata laterale), Palazzo del Podestà (facciata neoclassica).



PALAZZO DEL PODESTA'

Opera di Angelo da Orvieto, completamente in pietra come il coevo Palazzo Comunale, conserva integra una sola facciata quella verso Corso Cavour, ornata da nove volte ogivali aperte a sesto acuto con lunette arricchite di stemmi e fregi in pietra al piano terreno e da una serie di stupende bifore al piano nobile; un arco più ampio segna il voltone d’ingresso al Palazzo e comunica con il loggiato seicentesco che si apre sulla gradevole Piazza Fanti. La facciata del Podestà che dà su Piazza Matteotti, di impianto neoclassico, fu terminata da Nicola Barbioni nel 1687. Caratteristico, oltre al doppio orologio delle ore e dei minuti, il quadrante della Rosa dei Venti, raffigurazione assai rara.


Una bussola è una figura che indica i punti cardinali: nord , sud , est , ovest e direzioni intermedie, fino a 32 direzioni.
Iniziali italiane la rosa dei venti mediterranei indicano gli  otto venti.
T - (tramontana . nome dato ai venti verso il Golfo del Leone, vento del nord)
G -greco (è un vento mediterraneo nord-est)
L - Levante (a est vento morbido e umido nel Mar Mediterraneo)
S - scirocco (vento del Sahara violento, molto secco e molto caldo nel AFN e sud del Mediterraneo)
S - mare (vento sud-est è caldo e umido, dal Mediterraneo )
L - Libeccio (vento forte in tutte le stagioni del Sud-Ovest)
P - Ponente (vento da ovest nel pomeriggio.)
M - maestrale (vento forte, turbolento, freddo e secco settore settentrionale, in Francia e nel Mediterraneo)


 altre immagini :




































domenica 26 gennaio 2014

San Paolo converte, al via le calende!

Ieri bellissima giornata, sereno splendido, quindi San Paolo ha convertito le calende si avverano. Ecco le previsioni del tempo per quest'anno (che si prospetta moolto caldo visto le temperature di gennaio...:()

                Prima quindicina           Seconda quindicina
Gennaio:    sereno                          brutto
Febbraio:   brutto tutto il mese
Marzo:      brutto                           bello
Aprile:       brutto                           bello
Maggio:     brutto tutto il mese
Giugno:     bello                             brutto
Luglio:       bello e caldo                 nuvolo
Agosto:      bello                            nebbia (umido?)
Settembre: bello                            bello (come sopra)
Ottobre:     bello                             brutto
Novembre: nuvolo e umido             brutto
Dicembre:  bello                             brutto

questo con il mio metodo. Con quello della nonna di un amico di mia figlia viene (lo sto verificando ora..)

gennaio: sereno
febbraio: brutto
marzo: brutto
aprile: brutto
maggio: brutto
giugno: così così
luglio: variabile
agosto: variabile
settembre: bello
ottobre: bello
novembre: brutto
dicembre: variabile

ora non ci resta che aspettare e verificare...

giovedì 23 gennaio 2014

Pop corn dolci

Per una pizzata che fatto mia figlia con i suoi amici, avevamo preparato questi popcorn dolci come segnaposti, essendo vicino alla befana. Lo so che i sacchettini sono da zuccherini per nozze, ma si sa, la befana è povera, fa con quel che ha :-). A mia figlia sono piaciuti di più quelli caramellati, ma le ho promesso che la prossima volta che faremo quelli rosa, anzichè utilizzare il colorante, useremo l'alchermes che oltre a conferire il colore regala pure un sapore squisito.
Veloci e facili da fare, possono essere graditi o meno (personalmente li preferisco in versione salata, però capisco che a dei ragazzi giovani possano piacere anche così :-) ), sicuramente un'idea simpatica e originale.

Pop corn rosa

Ingredienti

2 cup zucchero
2/3 cup latte
1/4 cucchiaino (tè) di sale
1 cucchiaino vaniglia
2-3 gocce colorante rosso
6 cup popcorn

Scaldare lo zucchero con il latte, aggiungere il sale. Portare a 110° C per 3 minuti, togliere dal fuoco . Aggiungere 1 cucchiaino vaniglia e 2-3 gocce di colorante alimentare rosso, quindi versarci sopra i popcorn,mettere in forno ad asciugare 15 minuti a 120 °.

Popcorn caramellati

Ingredienti

 4 cucchiai burro
1/2 cucchiaino di zucchero di canna
2 cucchiai sciroppo d'acero 
1/4 cucchiaino sale
1/4 cucchiaino vaniglia
1/8 cucchiaino bicarbonato di sodio

Fate sciogliere il burro , aggiungere lo zucchero di canna e lo sciroppo. Aggiungere il sale e la vaniglia. Portare ad ebollizione per due minuti, togliere dal fuoco ed aggiungere il bicarbonato.
Versarsi sopra i popcorn e mettere in forno a 120 gradi per  15 minuti.

mercoledì 22 gennaio 2014

Dolce soffice di zucchine

Questo dolce non l'ho fatto io, a me è toccato solo l'onere di mangiarlo :-), l'onere perchè era davvero buono e soffice per cui non mi sono limitata ad una fetta e diciamo che non sarebbe stato il caso...In genere non amo troppo le ciambelle ma questa era speciale, tanto che l'ha mangiata pure mio marito sapendo che all'interno c'erano le zucchine e chi lo conosce sa quanto allergico sia alle verdure :-).Devo proprio dire brava Tiziana (la mia amica), hai fatto proprio un bell'esperimento!

Dolce soffice alle zucchine

Ingredienti

300 gr zucchine grattugiate
250 gr farina 00
200 ml olio di semi
250 gr zucchero
una bustina vanillina
un pizzico sale
3 uova medie
100 gr nocciole tritate
1 bustina lievito in polvere
burro per ungere lo stampo

Lavare e spuntare le zucchine quindi grattugiarle e metterle in un colino in modo che coli l'acqua di vegetazione. Montare le uova con lo zucchero finchè non si otterrà una crema liscia ed omogenea. Tenerla da parte. In un'altra ciotolina setacciare la farina, aggiungere le nocciole tritate, il lievito e un pizzico di sale. Aggiungere le polveri alle uova montate, mescolare poi aggiungere l'olio sempre mescolando, alla fine unire la vaniglia.
Versare anche le zucchine scolate e mescolare bene. Ungere uno stampo da plumcake, infarinarlo bene e versarvi il composto livellandolo con una spatola od un dorso di un cucchiaio. Infornare a 180 gradi in forno caldo per circa 50 minuti. Fare la prova stecchino. Farlo raffreddare quindi sfornarlo. Preparare una glassa all'acqua composta da 120 gr di zucchero a velo e due cucchiai di acqua bollente, aggiungendone uno alla volta in modo sciogliere lo zucchero. Decorare prima di servire. 



ora godetevi il vostro dolce...

domenica 19 gennaio 2014

Sant'Antonio


Anche quest'anno abbiamo celebrato il Santo adorato nelle nostre campagne, ovvero Sant'Antonio. Si è tenuta la messa e al termine della funzione sono stati benedetti i panini tradizionali poi distribuiti. Purtroppo quest'anni non ne ho fatti molti, sono bastati ma di misura; ho questo brutto vizio di non scrivere mai le quantità che faccio così mi ricordavo di averne fatti un chilo e mezzo di farina l'anno scorso ma evidentemente erano di più.Cercherò di rimediare il prossimo anno.
Alcuni momenti della cerimonia:





Che Sant'Antonio Abate protegga tutti gli animali e come dice il Don, a due e quattro zampe e "S. Antonio benedica tutte le bestie, di II, III, IV e V elementare".