lunedì 30 maggio 2011

Un incanto di Toscana!

Sabato e domenica abbiamo trascorso il week-end in Toscana, abbiamo visitato qualche località, che paesaggi splendidi abbiamo trovato!!
Inizio a farvi vedere la vegetazione, ogni parola è sprecata












una tranquilla famigliola in movimento


i cipressi non in duplice filar, ma alti e schietti


paesaggi da sogno








finalmente il tramonto:-) in mare!! noi sull'Adriatico salutiamo sempre il sole al mattino presto.-)

la baia che si affaccia sul Golfo di Baratti , che prende il nome dall'omonima citta, l'unica costruita sul mare dagli etruschi.L'insediamento nel golfo era sorto per favorire la lavorazione del ferro che proveniva dall'Isola d'Elba. La Rocca di Baratti, costruita nella prima metà del XV° secolo, e le mura medioevali,sono state costruite per difendersi dagli attacchi dei pirati .
Populonia: Populonia fu una delle più fiere e potenti città etrusche, il cui sviluppo si estende dal IX sec. AC fino alla conquista romana del III sec. AC. La città, importante crocevia di scambi commerciali grazie alla sua strategica posizione che domina il golfo di Baratti era inoltre rinomata per l'ottimo vino . La principale attività di Populonia era legata alla lavorazione del ferro che estraevano dall'antistante Isola d'Elba e rivendevano alle popolazioni confinanti. Grazie a questa attività Populonia diventa il più importante centro di ferro dell'antichità nel Mediterraneo. Un pò di storia da tuscany-charming. it:
Questa terra già era risorsa per l'uomo dell'era Paleolitica, presente in che mette che millenni avrebbero accolto cordialmente più tardi i villaggi di etruscan e gli uomini non avrebbero lasciato più questo promontorio.La ricchezza dei giacimenti minerari di queste regioni è stata modellatrice della vita, economia e sopravvivenza per la prima vera popolazione della zona .Gli uomini della zona erano pescatori. È da questa unione che Populonia è nato, nome che è un simbolo della fertilità e la prosperità hanno fatto grande gli etruschi.
Il destino di Populonia è florido e rappresenta un punto essenziale nel commercio marittimo, porto sicuro per le rotte tirreniche. In questa terra, artigiani aprono botteghe, lavorano a tenuta d'acqua e rivestono di rame, il mercato è fortificato chiaramente. Il ricupero di gioielli, ceramica oggetti preziosi in argento, oro e pasta di vetro sono la dimostrazione di tutto questo, Populonia è un villaggio centrista e metallurgico di industrie.
Nell'era del ferro conquista la vita del promontorio l'isola d'Elba, dove si trova una miniera di ferro ricca.
Populonia riceve una spinta imponente nello sviluppo, sarà il più importante centro di ferro dell'antichità di Mediterraneo,
Il potere a Roma, al centro dell'Italia chiede a ferro, metallo nobile per le armi ed oggetti e Populonia ne è il centro produttivo, loro sono gli anni dello sviluppo di massimo, dai secoli IV ed III a.C. non conosce alcuna crisi.
La stessa Roma sarà la causa dell'etrusca di decadenza, nei suoi confini comunque sempre in espansione trova fonti nuove di approvvigionare, l'economia dell'Italia ne soffre le conseguenze.
Per Populonia è la prima grande crisi ed una vera riassunzione non esisterà più



le mura etrusche


il bastione occidentale, ovvero La semitorre circolare, Esedra, e il Mastio dominano le cortine murarie.
il vialetto di accesso con la porta principale

L'antico stemma degli Appiani sulla porta


insegna caratteristica
La chiesa di Santa Croce




le finestre a forma di campana




l'accesso al mastio
una garitta

la scala di accesso

il cortile del castello
le mura




il panorama dalla torre




il museo acrheologico





un borgo




e dopo una scappata nella caotica Pisa...mi perdoneranno gli abitanti del luogo, ma dopo essere stati in un posto così tranquillo la definizione è obbligatoria:-). La famosissima piazza dei Miracoli ,dove si possono ammirare i monumenti che formano il centro della vita religiosa cittadina, detti appunto miracoli per la loro bellezza e originalità (chiamata così da Gabriele d'Annunzio). L'entrata:


Il battistero, dedicato a S.Giovanni Battista, il più grande in Italia







Il Duomo dedicato a S. Maria Assunta

e la Torre Pendentte di Pisa, che è il campanile della Cattedrale di S. Maria Assunta, alta 56 metri circa

Acquedotto romano sulla via del ritorno



venerdì 27 maggio 2011

Salamoia bolognese


Cosa è la salamoia bolognese? difficile spiegarlo. La salamoia è quel tocco in più che conferisce ai piatti di carne o verdura il sapore di casa..-) Si trovano dei sali pronti, però...però non è come quello che si fa in casa.
Confesso che è da questo inverno che ero rimasta senza e quello che cucinavo non mi soddisfava mai, mancava qualcosa...non c'era verso!
Ottima da condire le braciole di maiale..che buone quando si friggevano la sera  successiva all'inftidura (l'investitura) dela maiale, sulle costoline , sul galletto messo ad arrostire nel forno...per non parlare sulle patatatine fritte.
Mi ricordo i primi tempi che frequentavo la casa di mio marito, le padelle nere grandi con tutte quelle patatine a friggere e appena tolte salamoia come se nevicasse!
Insomma, non vorrei farvi pensare che sia chissà che, si tratta di sale aromatizzato, con l'aggiunta di rosmarino aglio pepe. Il tutto rigorosamente a occhio.
Sicuramente esisteranno altre versione, ma questa è la ricetta che ho sempre visto fare a mia mamma e che facevano anche in casa di mio marito.


Salamoia bolognese di casa mia

Ingredienti

sale fino
pepe
(possibilmente buono, io me lo sono procurato dal mio macellaio di fiducia)
rosmarino
aglio fresco

In casa mia il rosmarino non si lavava, io l'ho lavato e messo ad asciugare su di un canovaccio finchè non è stato completamente asciutto. Ho tritato grossolanamente l'aglio


e il rosmarino (se piace si può fare anche più fine)


uniti al sale e aggiunto il pepe (anche qui sempre secondo gusti, a me piace molto che si senta il sapore dell'aglio e del rosmarino).


Quindi l'ho lasciato qualche ora ad asciugare bene, poi l'ho invasato e ora lo conservo per mesi.







mercoledì 25 maggio 2011

Merenda del pomeriggio - Cesto di fragole

Anche oggi sono arrivate le compagne con i compiti:-), ho quindi preparato una merenda..non sapevo cosa fare, poi  visto che ormai sono le ultime fragole nostrane, ho deciso di fare questo cestino di fragole, famoso dolce che Porzia , la mia maestra, presentò sulla rivista Dolci prima poi su Cucina italiana. Devo sempre cercare di attirare l'attenzione delle ragazzine perchè tendono sempre a non prendere nulla, vogliono fare le modelle:-),
ma io...sono vigliacca:))) diciamo. A Bologna si usa un altro termine ancor meno elegante.-) L'ho appena finito ora glielo servo e aspetto che mi dicano che non vogliono nulla e si fiondino sopra, ne sono sicura:). Lo feci anche l'anno scorso per la gara di torte delle mamme fatta nella scuola di mia figlia ed arrivai seconda,  per colpa di una torta bella, ma non sono sicura fosse casalinga, come richiesto dal concorso, ma sicuramente ha vinto in bontà.
E' sicuramente un dolce squisito, abbastanza leggero e non difficile.  In internet ormai girano svariate versioni di questo dolce, io riporto quella originale pubblicata da Dolci, che secondo me è sempre la migliore.

Cesto con fragole

Ingredienti

Per il pan di Spagna

150 g di farina
150 g di zucchero
3 uova
1/2 bustina di lievito
poco burro e farina per la teglia

Per la crema Pasticcera
350 ml di latte
80 g di zucchero
35 g di farina
2 tuorli
scorzetta di limone

Per la pasta bignè per il cesto
130 g di acqua
80 g di farina
50 g di burro
2 uova
1 pizzico di sale

Per decorare

200 g di panna montata con 1 cucchiaio di zucchero
50 g di limoncello + 50 g di acqua + 1 cucchiaio di zucchero (bagna)
500 g di fragole
Preparate il pan di Spagna.
Montate le uova con lo zucchero, quando sono ben montate e spumose, aggiungete molto lentamente e mescolando dall’alto verso il basso la farina e per ultimo il lievito.
Versate in una tortiera rettangolare di cm 25 x 18 e infornate per 20 minuti a 180 gradi.
Preparate la pasta bignè.
In un tegamino, mettete l’acqua con un pizzico di sale e il burro, portate a bollore e versate in una volta la farina.Mescolate e cuocete per 2 minuti. Spegnete e lasciate raffreddare. Unite uno alla volta le due uova.
Ponete in una tasca da pasticceria, munita di bocchetta piatta e spizzettata e formare i lati del cestino, includendo i manici.Regolatevi con la dimensione del pan di Spagna e calcolate che nella cottura i pezzi aumenteranno di volume di 2 o 3 cm. Infornate a 200 gradi per 15 minuti circa: dovranno risultare dorati.
Preparate la crema pasticcera.
In un tegame, mescolate lo zucchero con la farina e i tuorli, aggiungete il latte un po’ alla volta per non far formare grumi e la scorzetta di limone; portate a bollore. Spegnete quando la crema si sarà addensata.
Lavate e asciugate le fragole.
Tagliate a metà il pan di Spagna, spruzzatelo con la bagna e farcitelo con la crema pasticcera.
spatolate la panna montata sulla superficie del dolce e sui laterali e fate aderire i pezzi rettangoli di pasta bignè che simuleranno il cestino.
Disponete in bell’ordine sulla panna le fragole.

martedì 24 maggio 2011

Biscotti cagnolino

Questi cagnolini li vidi sul blog di Vittoria in cucina, li feci per un compleanno di mio nipote, li ho rifatti oggi per le amichette che hanno portato i compiti alla mia peste...anche se ormai ragazzine sono piaciuti tantissimo. Si fanno semplicemente impastando una frolla non troppo burrosa, altrimenti si rompono, preferibilmente senza lievito, e ad una metà si aggiunge il cacao. Si ritagliano ambedue le paste a forma di cuore e quella nera viene tagliata a metà. Dopo di chè si mette il cuore bianco rovesciato sulla placca del forno e si attaccano le "orecchie" con una leggera pressione. Si cuoce senza farle diventare troppo biscottate. Poi ho decorato con del cioccolato fuso il visino.

Biscotti cagnolino

Ingredienti

350 gr farina
150 gr fecola
2 uova
150 gr zucchero a velo
200 gr burro ammorbidito
20 gr cacao

Impastare tutto insieme tranne il cacao. Dividere a metà e ad una parte aggiungere il cacao. Porre in frigorifero per una mezz'ora. Formare come sopra, infornare a 160 gradi per 15 minuti. Quando freddi sciogliere un poco di cioccolato fondente a bagnomaria e decorare il visino.

lunedì 23 maggio 2011

Torta reale alle fragole


E' un dolce di Maria Luisa Trapanotto, in periodo di fragole, come ora, non manco di farlo. E' fresco, veloce e buono, come tutte le ricette di Maria Luisa...ed è pure scenografico. Se non si vogliono fare i bignè si possono utilizzare quelli che trovano comperi; a me non sono venuti tutti uguali, ma pazienza:-)

Torta reale alle fragole

Ingredienti

per la base
 gr 250 di biscotti secchi
 gr 150 di burro fuso
 3 cucchiai di zucchero

per la farcia
 gr 700 di fragole
 gr 220 di zucchero a velo
 gr 25 di gelatina in fogli
 gr 400 di panna montata
 1 limone 
 1 arancia

 Per decorare
 bigné farciti di crema pasticcera
fragole
 marmellata di albicocche
 panna montata
 8 cucchiai di zucchero
 2 cucchiai d’acqua

 Foderare con alluminio una tortiera di cm 28 a fondo estraibile. Tritare finemente i biscotti; aggiungere il bur-ro e lo zucchero e amalgamare bene. Versare l’impasto nella teglia e metterlo in frigo per almeno mezz’ora. Lavare le fragole, frullarle e passarle al setaccio. Unire al frullato la scorza grattugiata dell’arancia, il succo e la scorza grattugiata del limone e lo zucchero a velo. Ammollare la gelatina in acqua fredda, strizzarla e farla sciogliere sul fuoco con il succo d’arancia; unirla al composto di fragole mescolando bene e farla solidificare in frigo per 20/30 minuti. Trascorso tale tempo amalgamare al composto la panna montata. Pennellare la base della torta con la marmellata e versare la farcia; mettere in frigo a solidificare. Trascorso tale tempo, sformare il dolce e trasferirlo in un piatto da portata.Decorazione: adagiare sulla sommità esterna una raggera di bignè facendoli aderire con un poco di marmellata, poi distribuire una un giro di ciuffi di panna montata, quindi disporre al centro i fragoloni lavati e asciugati. Porre sul fuoco una casseruola con lo zucchero e l’acqua; farla cuocere a fuoco moderato fino ad ottenere un caramello biondo e limpido. Togliere dal fuoco e farlo raffreddare mescolando con una forchetta quel tanto che basta per ottenere dei fili sostenuti e solidi. Immergere velocemente la forchetta nel caramello e farlo filare su tutta la torta. Dose per 8/10 persone

domenica 22 maggio 2011

Pasta di marndorle - decorazione torte per bambini

Sto mettendo in ordine il pc e ho ritrovato questa cartella con gli scatti che pubblicai anni fa per fare le torte con la pasta di mandorle. E' peccato che vadano archiviate senza la giusta attenzione, quindi ho pensato di metterle qui. E' un metodo molto semplice e di sicura riuscita.
Allora i passaggi sono pochi ed è molto semplice .
Fare fotocopia del disegno che si è deciso di riprodurre,
Per la base: preparare un pan di spagna Prendere il disegno, ritagliarlo e appoggiarlo sulla torta.


Tagliare e sagomare la ciambella



cospargere il tagliere di zucchero a velo(molto importante!) , altrimenti si attacca la pasta di mandorle, e prendere il panetto pronto  (se si vuole si può anche fare)

tirare sottile la pasta di mandorle

appoggiare la fotocopia intera


ritagliare la figura...
 iniziare a sezionare i particolari, iniziando dal becco..


segnare  i contorni con un pennarello alimentare


 poi un occhio.

e così via fino ad avere il disegno completo.


Iniziare a pennellare con i colori alimentari..

ed ecco finito il disegno

Farcire la torta, poi appoggiare sopra la faccina e iniziare decorare con i ciuffi di panna ai bordi.

sabato 21 maggio 2011

Torta di ricotta e amaretti




Questa ricetta l'ho avuta tramite uno scambio di ricette via mail. Me l'ha inviata la famiglia Bonafè, devo dire che è davvero buona. Diversa dalla torta di riso, ma buona e veloce da fare:  La consistenza di questa torta é simile a quella della più nota torta di riso.
Torta di ricotta

Ingredienti

500 g di ricotta
300 g di zucchero
100 g di amaretti
100 g di mandorle pelate
5 uova intere
1 cucchiaio di amaretto

Procedimento:
frullare tutti gli ingredienti insieme. Versare in una teglia imburrata e cuocere in forno a 180° per 40 minuti. Lasciare raffreddare quindi tagliare a losanghe e mettere in un piatto da portata con uno stuzzicadente infilato in ogni pezzetto.

 Grazie!!

venerdì 20 maggio 2011

Risotto al tomino

Semplice, quasi banale, ma a noi piace tanto!! non è mai abbastanza quello che cucino. Si può anche portare a metà cottura, spegnere e finire nel momento del portarlo in tavola.

Risotto al tomino

Ingredienti

60 gr riso a persona
1 tomino a testa
1 bicchiere di vino
brodo
1 cipolla
burro
sale

Affettare la cipolla, soffriggerla in una noce di burro e aggiungere il riso. Fare tostare. Bagnare con il bicchiere di vino e far evaporare. Portare a cottura con il brodo. Salare se occorre. Intanto che cuoce vuotare con un cucchiaio i tomini. Un attimo prima di spegnere il riso aggiungere il tomino e spegnere. Servire nei "gusci" di tomino, il calore aiuta a fondere quello rimasto internamente ed è pure carino da servire.

giovedì 19 maggio 2011

Gita al giardino di Pimpinella

La mia peste si è recata al giardino di Pimpinella come gita scolastica, è venuta a casa entusiasta.Il posto era splendido peccato fosse brutto il tempo. Hanno preparato uno sciroppo di lavanda e studiato queste erbe.
Le distese di lavanda


ecco quanto annotato nella splendida gita:

nome latino:Taraxacum officinalis
Famigli di appartenenza: compositae
nome comune: dente di leone, piscialetto
foglia: a margine dentato senza peli (glabra), liscia; con una nervatura centrale da cui partono quelle secondarie.
fiore: colore giallo, composto
proprietà: depurative, diuretiche. Si mangiano crude in insalata ed è una pianta annuale
famiglia: labiatae
nome latino: salvia officinalis
nome comune: salvia
descrizione: pianta perenne con foglie rugose di colore grigo/verde, margine seghettato con un lungo picciuolo, aromatica
Impieghi: digestivo, antibatterico, sbiancante, profuma l'alito
Curiosità: veniva usato per pulirsi i denti, utilizzata in cucina e nell'industria liquoristica

famiglia: labiatae
nome latino: rosmarinus officinalis
nome comune: rosmarino
descrizione: perenne, con foglie lineare, con margine intero, color verde lucente, glabra. Fiore con 5 petali color indaco.
proprietà: digestive, carminative (diminuiscono i gas intestinali), disinfettante, aromatica, depurativa, corroborante
curiosità: veniva usato nell'antichità per conservare le carni; 5 foglioline mangiate al mattino sono come un caffè, utilizzato in cucina e nell'industria liquoristica


nome latino: platago major
famiglia: plantaginaceae
nome comune: lingua d'oca, piantagine, cento nervi
descrizione: annuale, pelosa, foglia con margine lineare, parallelinervia (con nervature parallele)
proprietà: per guarire le ferite, bruciature, proprietà calmanti a uso esterno. Usata anche contro punture di insetti
curiosità: utilizzata in antichità come rimedio popolare


famiglia: cruciferae
nome latino: bursa pastoris, capsella
nome comune: borsa del pastore
descrizione: lungo stelo caratterizzata da foglie a forma di cuore. Annuale, con lunghi picciuoli e fiori piccoli di colore bianchi, si trova nei prati incolti.
proprietà: antibatterica, antiemorralgica, diuretica.
curiosità: si mangia in insalata, utilizzata contro la malaria