martedì 7 agosto 2018

Pianaccio - Parte 2


Una delle prime escursioni che ho fatto è stato visitare questo mulino per castagne che è ancora in ottime condizioni. Affascinante!
Riporto quanto narra la Pro Loco:
- Fino a qualche decennio fa, la castagna era "il rimedio più usato contro la fame" senza richiedere grosse cure e impegno per la sua coltivazione. Il saporito frutto, protetto dal riccio, veniva usato in mille maniere: lessato, arrostito, seccato, macinato e ridotto in farina che, pressata in enorme casse conservato all'interno delle cucine, doveva servire per tutto l'anno.
Il raccolto avveniva dopo una lunga, faticosa ed accurata pulizia del bosco.
La pesatura era fatta con unità di misura particolari:

 el panero                         (circa 12 kg)
el bgoncio (3 paneri)      (circa 36 kg)
                    la corba (6 bgonci)        (poco più di due quintali)
Le castagne erano poi messe nel casone sopra il gradiccio, sotto al quale veniva fatto fuoco, in continuazione, per 20 - 25 giorni. Da 3 kg di castagne fresche, si otteneva 1 kg. di castagne secche.
Una volta essicate, usando bigoncio

stanga e vassora (attrezzo in legno dove venivano riposte le castagne pulite  della prima scorza e venivano lanciate ripetutamente in alto  per ore, dalle donne, finchè queste non risultassero
pulite)
(esterno vassora)

 
(interno vassora)

si pulivano dall'olva (scorza). Erano così pronte per essere portate al mulino. La macinatura non veniva mai pagata in denaro, ma, per ogni quintale di farina, il mugnaio teneva per se la molenda (4 kg di farina).
Il mulino, anello fondamentale del ciclo delle castagne, presente in quasi tutti i nostri paesi, è composto dalle seguenti parti:
- bottaccio ed un tramezzo (chiusa), per convogliare e regolare l'acqua del fiume indipendente-mente dalla sua portata
- una tramoggia nella quale vengono versate le castagne secche
- la bocchetta, fatta oscillare da una massa di legno, detta battella, che striscia sulla macina. La regolazione della bocchetta è regolata con la grana (volantino)


Questo sistema fa cadere gradualmente le castagne nell'occhio di macina.
Due macine normalmente in sasso, quella inferiore ferma e quella superiore rotante con un regolatore di spazio fra le due, per ottenere una farina più o meno fina
Un palmento, la cassa nella quale si accumula farina
un paranco, per sollevare la macina e pulirla con appositi attrezzi quando le castagne non secche (lenton) la impastano

l'albero per il movimento, attraversa la macina inferiore, ed è fissato a quella superiore in un'apertura detta "occhio della macina"
la stanga per attaccare gli ingranaggi della ruota a quelli della macina per metterla in rotazione. 
Questi ingranaggi, oggi in ferro, una volta erano realizzati con pioli di legno conficcati sui tamburi
una manovella per aprire il flusso dell'acqua e convogliarlo sulla ruota
la ruota a pale o a cassette, vero e proprio motore del mulino.
La macina non doveva girare troppo lentamente, perchè si aveva uno scarso rendimento del mulino, ma neppure troppo velocemente pena la rottura degli ingranaggi per gli sforzi in gioco.


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