martedì 31 luglio 2012

Buonacompra: terremoto e sagra della salama da sugo

IMPRESSIONANTE!
non ho altro termine per definirlo. Venerdì sera abbiamo fatto visita ai nostri amici di Parrocchia di Buonacompra, cogliendo l'occasione per non privarci di una gradevolissima visita alla festa della salama da sugo. Arrivati nel parcheggio della festa ti ritrovi davanti la Chiesa danneggiata dal terremoto.
Ho visto diverse immagini per il telegiornale di eventi simili, però ritrovarsela davanti, nella sua imponenza, così danneggiata, sembra un gigante ferito...non so come spiegare. Non sono capace di mettere bianco su nero le emozioni che ho provato, non riesco a trasmetterle, mi hanno ammutolito.
La notte del 22 maggio è già indelebile nella mia memoria, mi ha sicuramente tolto tante certezze, mi ha regalato tanti timori con cui sto imparando a convivere, per fortuna la vita va avanti e ti dà la forza di assimilare tutto, ma sicuramente per tanti è stato notevolmente peggio.
E la forza che ho visto in Don Marcello Poletti, come dice Don Stefano, classe 1917!
A parte il dato anagrafico, nessuno direbbe che ha i suoi anni. Una persona con una rassegnazione, una compostezza, una forza!
A pensare di ritrovarsi a 95 anni con la Chiesa sventrata da un terremoto una mattina di maggio, in zona dichiarata non sismica c'è da pensare davvero che sia un incubo. Invece lui, passandosi un fazzoletto sugli occhi, non ho capito se per il sudore o per un velo di emozione, dichiara, come se si stesse parlando di cose che succedono abitualmente, che questa volta è toccato a loro e che bisogna ripartire senza starci pensare troppo. Così come si può discutere del caldo e del freddo.
Poi cerca una parola di conferma per la sua decisione, che ancora non è definitiva, sul fatto che sia più giusto ricominciare da capo con una struttura completamente nuova, piuttosto che cercare di recuperare la vecchia che sarebbe sorta di un continuo ricordo doloroso.
Io sono sicura che qualsiasi decisione lui arriverà a prendere sarà sicuramente quella giusta e penso proprio di concordare con lui, che una costruzione nuova sia un modo per incominciare al meglio, guardando al futuro con un occhio al passato (immagino che avrà posto centrale nella nuova costruzione la statua salvata di San Luigi).
Ho visto persone ferite, ma determinate a dimostrare al terremoto che non l'ha avuta vinta. Celebrano le Messe nella cappelletta del cimitero, tutto come fosse nulla successo. Che bravi! Sono proprio da ammirare. E nonostante il terremoto hanno continuato nella loro vita quotidiana e hanno persino avuto la forza e la voglia di pensare anche alla tradizionale sagra, senza sfarzi, ma l'hanno allestita.
E posso testimoniare che era tutto eccellente. Dalla apparecchiatura delle tavole al cibo. Bravi bravi bravi e continuate così! Siete stati messi alla prova, ma la state superando superbamente. Siete un esempio!
Alcuni momenti della serata:
le ferite del terremoto


l'incontro con Don Marcello




la festa


lo splendido pane

le caraffe in ceramica personalizzate


tributo alla salama


i tortellini non mancano mai


e la festeggiata: la salama da sugo!


riporto quanto trovato su Wikipedia riguardo alla salama da sugo.

La salama (o salamina) da sugo è un insaccato di carni di maiale tipico della provincia di Ferrara.
Viene preparata macinando varie parti del maiale quali coppa del collo, guanciale, polpa magra derivante dalla rifilatura del prosciutto (coscia) e dalla spalla, si aggiunge una piccola percentuale di  lingua e fegato, alle quali, nella ricetta contemporanea, vengono aggiunte sale, pepe, noce moscata. Preparazioni casalinghe del prodotto a volte prevedono, anche se raramente, l'aggiunta anche di altre spezie come chiodi di garofano e cannella, come richiamo alla prima ricetta della salamina che si conosce, quella risalente al '700 del parroco di Tresigallo.La concia dell'impasto termina con l'aggiunta abbondante di vino rosso robusto, non amabile e non pastorizzato che, oltre ad aromatizzare l'insaccato, caratterizza in modo determinante la stagionatura, orientando la formazione del tipico sapore che presenta la salama da sugo. L'impasto così ottenuto viene insaccato nella vescica del maiale stesso, in una caratteristica forma rotondeggiante. Il tipo di legatura permette la formazione di otto o sedici spicchi a seconda della grandezza; dopo qualche giorno d'iniziale essiccatura, la stagionatura continua per circa un anno in adeguati ambienti con un clima da cantina
Il procedimento per la cottura della salamina è semplice. La prima operazione è diagnostica, si tratta della cosiddetta piombatura ovvero dell'immersione della salama in acqua osservando se affonda o se tende a galleggiare. Se affonda nell'acqua (come un piombo), significa che la salama non presenta difetti insorti durante la stagionatura; se invece tende a galleggiare significa che all'interno, durante la maturazione, si sono formate piccole sacche d'aria che potrebbero avere irrancidito il prodotto.
Il procedimento di cottura procede con l'immersione della salamina in acqua tiepida per una notte. Si lava poi sotto l'acqua corrente, aiutandosi anche con le mani, così da togliere lo strato di muffa, ormai ammollito, dovuto alla stagionatura. Per la cottura si continua con l'immersione della salamina in una pentola tipo asparagiera (recipiente alto e stretto che richiede nel complesso meno acqua di altri recipienti a base più larga), inserendola direttamente in acqua. Occorre adottare la precauzione di tenerla sospesa legandola ad un cucchiaio collocato di traverso sopra il bordo per evitare che tocchi la pareti interne o il fondo della pentola: se la salamina è ben fatta, lo spago di legatura riesce a reggere il peso della salama durante tutta la lunga cottura. Questo procedimento, facendo fuoriuscire un po' del grasso di preparazione, rende più gradevole l'intenso gusto. L'importante è che non venga forata prima della cottura, come si fa invece per il cotechino.
Il tempo di cottura può essere variabile dalle quattro alle otto ore a fuoco lento - evitando accuratamente le cotture a pressione dove le elevate temperature che si producono tendono a modificare in modo anomalo la consistenza dell'impasto. La durata della cottura si determina tenendo conto principalmente di due fattori:
la percentuale di grasso presente nell'impasto originario;
il tempo di stagionatura.
In presenza di elevata percentuale di materia grassa, la cottura - intesa come gradevole consistenza delle carni al palato, si raggiunge in un minor tempo; com'è noto infatti il grasso contiene meno parte acquosa del taglio magro, quindi durante la stagionatura, essendo minore la disidratazione (ed il conseguente calo di peso) rispetto ad una salama di alta qualità prodotta con carni più magre, questa rimane più morbida e la cottura si raggiunge più velocemente.
Per quanto riguarda l'altro fattore relativo al tempo di stagionatura: più questa è stata lunga, maggiore dovrà essere la durata della cottura; tale accorgimento serve a compensare la maggiore perdita di acqua che avviene sia nella salama prodotta con carni più magre, sia in quella confezionata con carni grasse. La lunga permanenza nei locali di stagionatura, infatti, porta la salama ad avere una minore morbidezza. La lunga fase di cottura restituisce così alla salama la sua gradevole consistenza.

Certamente la consumazione al cucchiaio può avvenire solo per salamine da sugo con una relativamente alta parte grassa ed una stagionatura non oltre i 6-8 mesi, limite entro il quale anche una buona salama relativamente magra può essere servita al cucchiaio dopo adeguata lunga cottura. Le salamine più magre tuttavia e con tempo maggiore di stagionatura - che conferisce loro una fragranza maggiore - si prestano meglio per essere servite a spicchi o a fette dopo avere tagliato in due la salamina.

In entrambe le modalità di questa lunga cottura si deve porre particolare attenzione a mantenere la salama sospesa, ma sempre sommersa in acqua. È frequente riscontrare che, durante la cottura, la salama tende a risalire ed a capovolgersi per la formazione di vapore al suo interno, questo fenomeno tuttavia non compromette la corretta cottura del salume. Ciò che invece è fondamentale curare è il rabbocco costante della pentola con acqua calda quando necessario.
Il consumo
Terminata la cottura, la salama viene consumata calda, rimuovendo la parte superiore ed estraendo la carne con un cucchiaio se vi sono le condizioni per farlo. Diversamente si toglie interamente la pelle e la si colloca, ancora intera, su un tagliere, meglio se a conca, per raccogliere più agevolmente il sugo che esce durante il taglio a fette o a spicchi che viene eseguito per preparare la portata. Viene solitamente accompagnata da abbondante purè di patate, che ha la doppia funzione di ottimo contorno e componente necessario alla diluizione del sapore intenso della salama. Un cucchiaio del sugo rosso che esce nel taglio può essere infine recuperato e versato sul purè dove è stata collocata la fetta di salamina.
Altri contorni consigliati, ma poco diffusi, sono la crema fritta oppure un cremoso puè di zucca. Per il suo contenuto calorico la salamina potrebbe essere consumata come portata unica, in quanto la seppur ridotta quantità, come normalmente si serve, è comunque sufficiente per un pasto completo, tuttavia la tradizione vuole che essa sia preceduta da un piatto di cappelletti  in brodo e seguita da una fetta di pampepato o da una torta tenerina o, ancora, da una torta con le tagliatelle o una zuppa inglese.
All'interno della Provincia di Ferrara, i paesi di  Portomaggiore, Poggio Renatico, Vigarano Mainarda e Buonacompra "contendono" il primato in fatto di qualità di questo insaccato vantando ricette che differiscono tra loro per alcuni particolari. La "rivalità", nel corso degli anni ha portato questi paesi a cercare di aumentare la visibilità del proprio prodotto portandolo anche alla ribalta nazionale.
La salama da sugo è stata inclusa nell'elenco dei Prodotto agroalimentari tradizionali e una menzione autonoma è data alla salama da sugo di Madonna dei Boschi.

venerdì 27 luglio 2012

Limone gelato



Buoni e soprattutto freschi! Direi un ottimo fine pasto, soprattutto con il caldo che ritorna a fare...ma siamo in luglio:-)...L'unica cosa che richiede un poco di pazienza è svuotarli, per il resto si fa prestissimo a farli.

Limoni gelati

Ingredienti
(x 6 persone)

6 limoni grossi
2 cucchiai di marmellata di limone
12 cucchiai di zucchero
1 bustina di zucchero vangiliato (io la ometterei)
1/5 di litro di panna da montare (me ne accorgo ora che ho ne ho messa un quarto!)
2 cucchiai di liquore all'arancia (nei miei c'era il succo dell'arancia)

Prendere limoni con la scorza sana sodi e possibilmente delle stesse dimensioni. Lavarli a lungo sotto l'acqua strofinarli con una spazzolina. Asciugarli con cura e tagliare la calotta superiore un paio di centimetri sotto l'attaccatura del picciolo; svuotarli completamente raccogliendo la polpa e il succo in una terrina. Una volta svuotati tutti i limoni, spennellarli all'interno e i coperchietti con la marmellata, che si sarà resa più fluida aggiungendo un cucchiaio di acqua tiepida, e spolverizzarle con un cucchiaio di zucchero ciascuna. Disporre le scorze e le calotte su un vassoio e trasferirle in freezer lasciandole fino a quando si saranno congelate. Nel frattempo preparare la crema: porre il restante zucchero in una casseruolina e metterla sul fuoco a fiamma bassa; unire mezzo bicchiere di acqua (circa 125 ml) e fare cuocere senza mai smettere di mescolare con un cucchiaio di legno, fino a quando si sarà formato uno sciroppo fluido e trasparente.: togliere il recipiente e fare raffreddare. A questo punto passare al setaccio la polpa asportata dai limoni, schiacciandola con una forchetta e raccogliendo il succo emesso nella casseruola contenente lo sciroppo.Mescolare i due liquidi, aggiungere il liquore, la panna montata a parte con lo zucchero vanigliato, e incorporarli con delicatezza. Riprendere le scorze, riempirle e rimetterle in freezer per almeno 3 ore.
la prossima volta farò in questo modo: rifacendomi ai mandarini givrè, una volta incorporata la panna, metterò il tutto in freezer per un'oretta, lo estrarrò, e lo passerò nel mixer per frullare velocemente il composto quindi riempirei limoni. Rimane più soffice l'interno.

giovedì 26 luglio 2012

Ciambella all'alchermes

Oggi Sant'Anna e San Gioacchino, che come dice il mio parroco, non viene mai ricordato, quindi, nel mio piccolo cerco di rimediare:).
Anna (Sapphira , località nei pressi di Ramallah, abbandonata dopo il 1948., I secolo a.C. – ...) è considerata dalla tradizione cristiana la moglie di Gioacchino e la madre di Maria Vergine ed è venerata come santa dalla Chiesa cattolica.
Gioacchino, uomo virtuoso e molto ricco della tribù del Regno di Giuda e della stirpe di Davide, si unì in matrimonio con Anna in età avanzata, dopo che ella era stata già sposata. Il loro matrimonio con non produsse prole, anche dopo venti anni, a causa della presunta sterilità di Gioacchino: umiliato pubblicamente (un uomo di nome Ruben gli aveva impedito di sacrificare al tempio per non aver dato figli a Israele), Gioacchino si ritirò nel deserto, tra i pastori. Mentre erano separati, un angelo sarebbe apparso ad Anna e le avrebbe annunciato l'imminente concepimento di un figlio: lo stesso angelo sarebbe apparso contemporaneamente in sogno anche a Gioacchino. I due si incontrarono alla porta aurea di Gerusalemme gli autori medievali vedono nel loro casto bacio il momento dell'Immacolata concezione  di Maria.
Secondo la tradizione Anna e Gioacchino, con Maria bambina, abitavano a Gerusalemme nei pressi dell'attualePorta dei Leoni, nella parte nord orientale della città vecchia, laddove ci sono i resti della piscina di Betzaeta, costruita dai  crociati nel XII secolo, dedicata a sant'Anna e custodita dai Padri Bianchi.

La mia nonna aveva una immagine di Sant'Anna, alla quale accendeva sempre un cero quando qualcuno partoriva, mi ricordo come se fosse ora, quando mia mamma andò in ospedale per avere mia sorella, mia nonna accese un grande cero, dopo aver posizionato la Santa sul comò nel corridoio e mi disse. Tu guarda la fiamma, quando brucia bene vuol dire che le cose stanno procedendo altrimenti vuol dire che ci vorrà un po' più di tempo, ma prima che il cero finisca Andrea (mia sorella per tutti doveva essere un maschio:-)) sarà nato. Mancavano pochi centimetri alla fine del cero ed arrivò la telefonata che mia sorella era arrivata. Non dimenticherò mai questo particolare. Inutile dire che anche io ho mantenuto questa sua tradizione.
A Sant'Anna dedico quindi questa ciambella che ho visto su internet, di Patrizia, alla quale io ho tolto qualche grammo di zucchero perchè avevo il timore diventasse troppo dolce.

Ciambella con alchermes

Ingredienti

350  gr albumi
180 gr zucchero da montare insieme agli albumi
130 gr zucchero da aggiungere al composto
150 gr farina
5 gr cremor tartaro
scorza di limone grattugiata
sale un pizzico
vanillina
30 ml alchermes
zucchero a velo

Montare gli albumi con lo zucchero  e il cremor tartaro come se fosse per una meringa, a metà preparazione aggiungere l'alchermes e continuare a montare

Quindi aggiungere poco alla volta gli altri ingredienti avendo cura di non smontare il composto. Versare il tutto in uno stampo con la scanalatura centrale dopo averlo ben unto e cosparso di farina e infornare per 30 minuti circa a 160 -170 gradi in forno già caldo. Verificare la cottura con uno stecchino
.  
Lasciare raffreddare e capovolgere quindi cospargere con lo zucchero a velo.




mercoledì 25 luglio 2012

Involtini al bacon

Anche questa è una ricetta tratta da Guidacucina . Come al solito una garanzia. Proprio appetitosi questi involtini.

Involtini al bacon

Ingredienti
(x 4 p.)

4 larghe fette di fesa di vitello
100 gr di bacon a fettine
2 uova
2 rametti di salvia
un rametto di rosmarino
uno spicchio aglio
mezzo bicchiere di vino bianco
60 gr burro
sale
pepe

Rassodare le uova, farle raffreddare bene, poi sgusciarle e tagliarle a spicchi. Mettere le fette di vitello su di un tagliere, salare leggermente e pepare. Appoggiare su ogni fetta di carne qualche fettina di bacon, un paio di foglie di salvia e 2 spicchi di uovo. Fare sciogliere il burro in un tegame, unirvi il rosmarino, qualche foglia di salvia e l'aglio: quando quest'ultimo sarà rosolato, schiacciarlo leggermente con la forchetta poi eliminarlo.
Avvolgere le fette di carne su se stesse in modo da formare degli involtini, quindi legarli con refe da cucina. Mettere gli involtini nel tegame, farli rosolare bene, salarli, peparli e bagnarli con il vino. Farlo evaporare a fuoco vivo, poi abbassare la fiamma, coprire e cuocere gli involtini per circa 20 minuti, unendo se occorre un po' di acqua calda. A cottura ultimata, slegare gli involtini e servirli affettati.

martedì 24 luglio 2012

Collana hawaiana e centrotavola fiori

per la festa di fine scuola, mia figlia e le sue amiche hanno realizzato queste coroncine hawaiane che erano davvero carine, oltre ad averle impegnate per diversi giorni.-).
Molto semplice da realizzare, si possono ricavare anche bouquet.  Ho trovato le spiegazioni navigando su internet, vi riporto quanto appreso.

Collana hawaiana

Occorrente

tovaglioli di carta colorati meglio doppio velo
forbici
cotone
cannucce

Prendere i tovaglioli e tagliarli alla linea della metà
poi ripiegarli ancora e ritagliarli a metà

quindi metterlo verticale rispetto alla persona e iniziare a piegare a ventaglio

continuare per tutta la lunghezza
fissarlo al centro con il cotone
quindi iniziare a separare i veli del tovagliolo uno a uno

il fiore è fatto



procedere con i vari colori. Se si vuole ottenere una "collana " più simile alle vere unire i fiori uno ad uno con il cotone, altrimenti intervallare con pezzetti di cannuccia


. Le ragazze hanno realizzato uno splendido centrotavola e i segnaposti sempre a bouquet piccolo

Aloha!

lunedì 23 luglio 2012

Uova nel nido

Sfogliando i miei vecchi Guidacucina, la mia peste .-) ha visto questa ricetta e ha voluto preparare lei il pranzo di ieri. Non vi dico come mi ha ridotto la cucina e quanti tegami e tegamini mi ha usato! Però direi che il risultato è stato più che soddisfacente. Non avevo teglie monoporzioni da forno, ovvero le ho ma sono molto piccole e non sarebbe risultata buona la coreografia del piatto, ha quindi utilizzato questo coperchio di un tegame di vetro e una teglia grande. Sono risultate molto carine anche in pluri porzioni!

Uova nel nido

Ingredienti
(x4 p)

7 uova
500 gr patate
800 gr piselli freschi
100 gr pancetta tesa in una sola fetta
100 gr burro
una piccola cipolla
noce moscata
qualche foglia di salvia
sale 
pepe

Lavare le patate e lessarle con la buccia. Nel frattempo sgusciare i piselli e tagliare la pancetta a dadini, quindi immergerla per 5 minuti in acqua bollente in modo che perda il grasso eccessivo. Affettare sottilmente la cipolla e farla dorare in una casseruola con 50 gr di burro; unire la pancetta e la salvia e fare insaporire per qualche minuto; poi aggiungere i piselli. Salare, pepare, bagnare a filo con dell'acqua, coprire e fare cuocere a fuoco lento fino a che i piselli saranno diventati teneri. (circa 20 minuti). Non appena le patate saranno cotte, scolarle, peparle e passarle allo schiacciapatate raccogliendo il passato in una casseruola. Unire il rimanente burro e mettere sul fuoco in modo da fare asciugare bene il purè. Insaporire con sale, pepe e abbondante noce moscata e togliere la casseruola dal fuoco.Incorporare al purè due tuorli, amalgamare bene  e mettere il composto in una tasca da pasticcera con una bocchetta frastagliata. Fare una corona di ciuffetti di purè in 4 pirofile da porzione

Distribuire al centro di ogni recipiente un po' di piselli cercando di formare una conchetta
Separare i tuorli dagli albumi delle uova rimaste, distribuire un albume in ogni pirofila. Salate e pepare gli albumi e spennellare i ciuffetti di purè con un tuorlo sbattuto (questo l'ha omesso). Mettere i recipienti in forno a 180 gradi per 10 minuti, infine porre al centro il tuorlo 
e rimettere in forno per altri 3-4 minuti.
Secondo me si possono omettere anche le uova nel purè e il risultato non cambia.

venerdì 20 luglio 2012

Eh bravo Jacopo!


Oggi il mio primo nipote ha passato l'esame di guida per la patente, quindi da oggi, ufficialmente, c'è un pericolo in più per la strada oltre alla zia:-)! Ci hanno invitato a cena per festeggiare, ho pensato di fare una macchinina, ho avuto però due ore dall'invito per poterla realizzare e diciamo che è una bozza, una caricatura, di sicuro l'ingegner Pininfarina non si è ispirato a questa per i suoi modelli:)!
In realtà ho finito tutto lo zucchero a velo disponibile nei dintorni per rivestirla, ma si sa, presto e bene non stanno insieme...quindi alla fine l'ho denudata e presentata in versione trial:-). Ho preso una ciotola rotonda e l'ho riempita di riso soffiato, poi ho ritagliato i lati per dare una sembianza di macchina, quindi ho modellato con le mani il davanti e il dietro.
L'ho realizzata con la solita ricetta di riso soffiato, liquirizia e un poco di fondente.
E ora però, Jacopo fai attenzione, tanta, soprattutto quando inizierai a prendere confidenza con la macchina!!


giovedì 19 luglio 2012

Giardiniera della mia mamma


Immagine

Arrivata l'estate, non può mancare la giardiniera della mia mamma. Una volta la faceva più spesso, ora si è messa ad andare in ferie.-) per cui tocca a me farla:-). Le verdure vogliono fresche e non state in frigorifero.
C'è un poco da lavorare a fare i dadini, però poi, quando la si ritrova pronta, è un piacere mangiarla.


Giardiniera mamma Giovanna 

Ingredienti

peperoni 
carote 
sedano 
fagiolini 
cipolla 

per un quantitativo di un chilogrammo per tipo di verdura mettere 300 gr di zucchero. Bollire in aceto e sale per 20 minuti. Scolare, fare raffreddare invasare e coprire di olio. Diventa migliore dopo qualche mese che si è preparata, però è buona anche mangiata subito:-).
Lavare le verdure e metterle ad asciugare bene. 
le verdure che ho messo ad asciugare per un pomeriggio 



il taglio a dadini perfetti



invasata

mercoledì 18 luglio 2012

Torta di ricotta al sassolino

Una volta venne nella stalla Anna Maria Bertani e mi portò questa torta. Fu amore al primo assaggio. Io non amo troppo i dolci, però questo ogni tanto me lo rifaccio e il problema è che lo mangio pure.-).
E' davvero buona, soffice, veloce da preparare Un successo garantito

Torta di ricotta al sassolino

Ingredienti

Pasta:

350 gr farina
100 gr. burro (sciolto a bagnomaria)
200 gr. zucchero
2 uova intere
1 bustina di lievito per dolci

Ripieno:
600 gr ricotta
150 gr zucchero
1 bicchierino di sassolino

Stendere in una teglia imburrata e infarinata poco più di metà della pasta, stendervi sopra il ripieno e ricoprire con il rimanente impasto utlizzando l’arnese dei passatelli. Infornare nel forno preriscaldato a 160°-180° per 35-40 minuti. Finchè la torta è calda grattugiarvi sopra del cioccolato fondente e a freddo lo zucchero a velo.

martedì 17 luglio 2012

Budino nonna Michela

Quanti ne ha fatti nonna Michela, per tutti! Erano proprio buoni. A lei poi non venivano nemmeno coi buchini nonostante lo cuocesse in pentola a pressione, fiamma bassa, coperto con un piattino. Io questo l'ho cotto a bagnomaria nel forno, perchè lo stampo non mi entrava nella pentola, qualche piccolo buco è venuto ma solo esternamente, dentro era perfetto. E' diverso dal mio fiordilatte, anche se molti confondono le due preparazioni....questo è...budino!:-)

Budino nonna Michela

Ingredienti

1 l latte 
5 cucchiai di zucchero 
scorza di limone 
5 uova 
vaniglia 

Mettere a bollire fino che cala della metà il latte con lo zucchero e il limone. Fare raffreddare, togliere la scorza, aggiungere le uova sbattute e lo zucchero di vaniglia a piacere. Fare la camicia ad uno stampo da budino con dello zucchero caramellato e versare il tutto filtrando.
Mettere a cuocere in pentola a pressione a bagno maria coperto con un piattino a fuoco bassissimo per 2-3 ore. Fare raffreddare e capovolgere.

venerdì 13 luglio 2012

e' Natale? :-)

no, purtroppo siamo in luglio e fa un caldo atroce! è una cosa talmente semplice questo pacchettino che mi vergogno quasi a metterla, però era così carino e buono e fresco che lo premio:-).L'abbiamo mangiato come piatto unico ieri, ma va benissimo come antipasto o come secondo per un buffet. Velocissimo, non occorre fuoco e fresco fresco. Ho preso del caprino a cui ho rimescolato dell'erba cipollina con della buccia di limone grattugiata, poi ho farcito delle fettine di bresaola, chiuse a pacchetto e legata con un filo di erba cipollina...tutto qui!